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16/06/2010:


 

Comunicato Stampa

 

Genere: Arte contemporanea collettiva

Titolo: TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO – Step 5 - Galerija Laterna

Periodo: dal   10 al 23 luglio 2010

Vernissage: venerdì 10 luglio ore 20.00

Sede: Galerija Laterna

Indirizzo:Ul. Mirana Jarca 9

Città: Crnomelj  (Slovenia)

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì ore 8.00 -19.00

Ingresso: Libero

A cura: Antonietta Campilongo

Presentazione: Pier Maurizio Greco

Allestimento: Breda Cuk

Organizzazione: Neworld Art

info: anto.camp@fastwebnet.it - http://www.campilongo.it

http://www.ednevnik.si/?w=Laterna

tel. 3394394399- +386 1 241 85 00

 

Artisti:

Roberto Angiolillo, Liliana Avvantaggiato, Rosella Barretta, Rossana

Bertolozzi, Antonella Boscarini, Nello Bruno, Maria Cecilia Camozzi,

Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Cristina Castellani, Antonella

Catini, Antonio Ceccarelli, Ciro Cianni, Nellì Cordioli, Anna

Costantini, Francesco D’ermo, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco,

Massimiliano Doria , Lucia Ferrari, Daniela Foschi, Andrea Greco, Pier

Maurizio Greco, Maria Adelaide Lamesa, Luigi Latino, Cinzia Mastropaolo,

Mariella Miceli, Stefano Montagna, Sante Muro, Giovanni Novi, Simonetta

Pizzarotti, Elettra Porfiri, Maria Teresa Protettì, Loredana Raciti,

Eugenio Rattà, Luigina Rech, Patrizia Ricchiuti, Daniela Romano, Angela

Scappaticci, Linda Schipani, Irene Taddei, Togaci

 

Special Guest: Alfredo Di Bacco - Qo'noS / ossessione del poeta

 

 

TRENTAPERTRENTA=Novecento – Step 5 - Galerija Laterna

 

Dopo Roma, Hangzhou (Cina) e Berlino, Lubiana è la volta di Crnomelj .

TrentaperTrenta=Novecento, mostra a cura di Antonietta Campilongo, con

un testo di presentazione di Pier Maurizio Greco, verrà allestita nella

sede della Galerija Laterna a Crnomelj, cittadina  slovena,  dal 10  al 23 luglio prossimo. L’esposizione, giunta al quinto appuntamento, raccoglie una selezione di opere di pittura, fotografia e arte digitale.

Tutte rigorosamente quadrate, nella misura assegnata di cm 30 x 30,

richiesta anche nelle opere tridimensionali. Il tema della mostra,

incisivamente suggerito dal prodotto aritmetico dei due lati del formato

scelto, è un omaggio al Novecento. Una riflessione dedicata ad un secolo

che ha visto nelle varie categorie storiche uno sconvolgimento radicale

che ha infranto schemi linguistici e tematici, percorso distanze in

grado di modificare definitivamente teorie etiche, forme e declinazioni

del pensiero e della comunicazione. Per quanto riguarda in particolare

l’arte figurativa, le infinite sollecitazioni portano ad un vortice di

onde espressive, a traiettorie che disintegrano o ricostruiscono la

forma. Pensiamo ad esempio alle Avanguardie, all’Astrattismo,

all’Informale; alla Pop, all’arte Concettuale, alla Video arte, ai

movimenti performativi, ai graffiti, alle installazioni o alle

manipolazioni digitali. Poco o nulla è rimasto “inesplorato”. Movimenti,

formazioni, gruppi di lavoro hanno utilizzato ogni “sistema” per dare o

“non dare” un senso alle proprie opere o manifestazioni. In questa

mostra, gli artisti presenti si confrontano con un panorama immenso. In

trenta centimetri per trenta, piccole finestre affiancate, teorie di

sguardi puntati sull’oceano.

 

TRIDESET KRAT TRIDESET = Devetsto - Korak 5 - Galerija Laterna

 

 

Po Rimu, Hangzhou (Kitajska) in Berlinu, je čas za Ljubljano. Trideset

krat Trideset = Devetsto je razstava kustosinje Antoinette Campilongo, s

predstavitvijo Pier Maurizio Greco, bo potekal na sedežu prestižne

univerze v Sloveniji od 26. maja do 18. junija. Razstava, ki bo

predstavljena četrtič, zajema izbor slik, kipov, fotografij in digitalne

umetnosti. Vse so strogi kvadrat, glede na obseg 30 cm x 30, kar se

zahteva tudi za tridimenzionalna dela. Tema razstave, ki je predlagala

aritmetični produkt obeh strani izbrane oblike, je poklon dvajsetemu

stoletju. Razmislek o stoletju, ki se je po zgodovinskem preobratu, v

različnih kategorijah, radikalno prelomil jezikovne vzorce in tematske

poti, razdalje je mogoče z gotovostjo spremeniti v etične teorije,

oblike in obarvane misli in komunikacije. Zlasti v zvezi z vizualno

umetnostjo, neskončni stres vodi do vrtincev izražanja, za

rekonstrukcijo poti. Vzemimo za primer, v ospredju, abstraktno,

neformalno, Pop, konceptualne umetnosti, video art, performativna

gibanja, grafiti, instalacije ali digitalna manipulacija. Malo ali nič

je ostalo "neraziskano." Premiki, usposabljanja, delovne skupine so

opravili kakršen koli "sistem", da dajejo ali ne dajejo občutek svojih

del ali dogodkov. V tej razstavi se umetniki soočajo z neizmerno

pokrajino. Na trideset krat trideset, majhna okna drug ob drugem,

teorije pogleda na ocean.

 

 

 

Under the title: Thirtyforthirty = Ninehundred /Step 5, opens the fourth

stage of the collective of Contemporary Art, curated by Antonietta

Campilongo with the presentation of Pier Maurizio Greco.

There will be paintings, photography, digital art, all strictly square,

given the extent of 30 x 30 cm, also required in three-dimensional works.

The theme of the exhibition is incisively suggested by the arithmetic

product of the two sides of the format chosen, as a tribute to the

twentieth century. A discussion devoted to a century that witnessed, in

the various historical categories, a radical upheaval that has broken

language and thematic patterns, path distances that definitely modify

ethical theories, forms and inflections of thought and communication.

Concerning in particular the visual arts, the endless stress leads to a

vortex wave of expression, that reconstruct or disintegrate the

trajectories of the form. Take, for example, the avant-garde, abstract,

Informal, Pop, conceptual art, video art, performative movement,

graffiti, installations or digital manipulation. Just a little, or

nothing, has remained "unexplored." Movements and working groups have

used any "system" to give or not give a sense of their own works or

events. In this exhibition, the artists are confronted with an immense

panorama. In “thirty for thirty”, small panels, theories of vision

directed toward the ocean.

 

Pier Maurizio Greco

 

Alfredo Di Bacco- Qo'noS / ossessione del poeta

 

Alfredo Di Bacco è un eccellente rappresentante di quel genere pittorico

chiamato Pittura Colta, teorizzato all’inizio degli anni Ottanta da

Italo Mussa, che guarda alla Storia della pittura come una fonte

inesauribile di suggestioni e di richiami, e che considera l’esperienza

esecutiva come un valore non meno importante rispetto all’intenzionalità

del pensiero. Nei suoi dipinti si realizza il sorprendente viaggio di

una coscienza moderna che nel ricorso al mito, alla memoria,

all’autoreferenza della pittura storica, soprattutto quella neoclassica

e barocca, costruisce il vascello su cui traghettare la propria umanità

, la propria sensibilità artistica ferita dalla forzatura di un sistema

che spinge sempre più avanti, anche a costo di generare linguaggi

artificiosi. Ecco allora il ruolo che la forma ed il colore tornano ad

assumere, i significati che ad essi si accompagnano, i presupposti di

certe atmosfere che solo la pittura sa rendere senza tempo, laddove si

rispecchia l’immagine immobile di chi sa attendere e non confonde la

modernità con l’azzeramento della prospettiva culturale


 




Comunicato Stampa

 

Genere: Arte contemporanea collettiva

Titolo:  TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO – Step 4 - Università di Lubiana

Periodo: dal 26 maggio  al 18 giugno 2010

Vernissage: venerdì 26 maggio ore 17.00

Sede:  Università di Lubiana

Indirizzo: Kongresni trg 12 -1000

Città: Lubiana (Slovenia)

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì ore 8.00 -19.00

Ingresso: Libero

A cura: Antonietta Campilongo

Presentazione: Pier Maurizio Greco

Allestimento: Breda Cuk

Organizzazione: Neworld Art

info: anto.camp@fastwebnet.it -  http://www.campilongo.it

        www.uni-lj.si/

tel. 3394394399-  +386 1 241 85 00

 

Artisti:

Roberto Angiolillo, Liliana Avvantaggiato, Rosella Barretta, Rossana Bertolozzi, Antonella Boscarini, Nello Bruno, Maria Cecilia Camozzi, Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Cristina Castellani, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Ciro Cianni, Nellì Cordioli, Anna Costantini, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Massimiliano Doria , Lucia Ferrari, Daniela Foschi, Andrea Greco, Pier Maurizio Greco, Maria Adelaide Lamesa, Luigi Latino, Cinzia Mastropaolo, Mariella Miceli, Stefano Montagna, Sante Muro, Giovanni Novi, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Maria Teresa Protettì, Loredana Raciti, Eugenio Rattà, Luigina Rech, Patrizia Ricchiuti, Daniela Romano, Angela Scappaticci, Linda Schipani, Irene Taddei, Togaci


 

TRENTAPERTRENTA=Novecento – Step 4 - Università di Lubiana

 

Dopo Roma, Hangzhou (Cina) e Berlino, è la volta di Lubiana. TrentaperTrenta=Novecento, mostra a cura di Antonietta Campilongo, con un testo di presentazione di Pier Maurizio Greco, verrà allestita nella sede della prestigiosa Università slovena dal 26 maggio al 18 giugno prossimo. L’esposizione, giunta al quarto appuntamento,uar raccoglie una selezione di opere di pittura, scultura, fotografia e arte digitale. Tutte rigorosamente quadrate, nella misura assegnata di cm 30 x 30, richiesta anche nelle opere tridimensionali. Il tema della mostra, incisivamente suggerito dal prodotto aritmetico dei due lati del formato scelto, è un omaggio al Novecento. Una riflessione dedicata ad un secolo che ha visto nelle varie categorie storiche uno sconvolgimento radicale che ha infranto schemi linguistici e tematici, percorso distanze in grado di modificare definitivamente teorie etiche, forme e declinazioni del pensiero e della comunicazione. Per quanto riguarda in particolare l’arte figurativa, le infinite sollecitazioni portano ad un vortice di onde espressive, a traiettorie che disintegrano o ricostruiscono la forma. Pensiamo ad esempio alle Avanguardie, all’Astrattismo, all’Informale; alla Pop, all’arte Concettuale, alla Video arte, ai movimenti performativi, ai graffiti, alle installazioni o alle manipolazioni digitali. Poco o nulla è rimasto “inesplorato”. Movimenti, formazioni, gruppi di lavoro hanno utilizzato ogni “sistema” per dare o “non dare” un senso alle proprie opere o manifestazioni. In questa mostra, gli artisti presenti si confrontano con un panorama immenso. In trenta centimetri per trenta, piccole finestre affiancate, teorie di sguardi puntati sull’oceano.

Pier Maurizio Greco

TRIDESET KRAT TRIDESET = Devetsto - Korak 4 - Univerza v Ljubljani


Po Rimu, Hangzhou (Kitajska) in Berlinu, je čas za Ljubljano. Trideset krat Trideset = Devetsto je razstava kustosinje Antoinette Campilongo, s predstavitvijo Pier Maurizio Greco, bo potekal na sedežu prestižne univerze v Sloveniji od 26. maja do 18. junija. Razstava, ki bo predstavljena četrtič, zajema izbor slik, kipov, fotografij in digitalne umetnosti. Vse so strogi kvadrat, glede na obseg 30 cm x 30, kar se zahteva tudi za tridimenzionalna dela. Tema razstave, ki je predlagala aritmetični produkt obeh strani izbrane oblike, je poklon dvajsetemu stoletju. Razmislek o stoletju, ki se je po zgodovinskem preobratu, v različnih kategorijah, radikalno prelomil jezikovne vzorce in tematske poti, razdalje je mogoče z gotovostjo spremeniti v etične teorije, oblike in obarvane misli in komunikacije. Zlasti v zvezi z vizualno umetnostjo, neskončni stres vodi do vrtincev izražanja, za rekonstrukcijo poti. Vzemimo za primer, v ospredju, abstraktno, neformalno, Pop, konceptualne umetnosti, video art, performativna gibanja, grafiti, instalacije ali digitalna manipulacija. Malo ali nič je ostalo "neraziskano." Premiki, usposabljanja, delovne skupine so opravili kakršen koli "sistem", da dajejo ali ne dajejo občutek svojih del ali dogodkov. V tej razstavi se umetniki soočajo z neizmerno pokrajino. Na trideset krat trideset, majhna okna drug ob drugem, teorije pogleda na ocean.

 

 

 

Su Youtube le foto video dell'inaugurazione della mostra TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO /Unter dem Himmel von Berlin
http://www.youtube.com/user/Campilongo1?feature=mhw5



Comunicato Stampa

 

 

 

Genere: Arte contemporanea Collettiva

Titolo: TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO /Unter dem Himmel von Berlin

Periodo: dal 2 al 12  aprile 2010

Sede: Infantellina Contemporary

Indirizzo: Taubenstrasse 20-22

Città: Berlino

Vernissage: venerdì 2 aprile 2010 ore 18.00

Orario di apertura martedì-sabato 14.00-19.00

Ingresso: Libero

A cura: Antonietta Campilongo

Progetto di N E W O R L D ART

Idee e progetti per un mondo sostenibile

Presentazione: Pier Maurizio Greco

Artisti:

Roberto  Angiolillo, Liliana  Avvantaggiato, Rosella  Barretta, Marco Berliocchi, Rossana  Bertolozzi, Elena Bonuglia, Nello Bruno, Maria  Cecilia  Camozzi, Antonietta  Campilongo, Adriana Cappelli, Isabel  Carafì , Cristina  Castellani , Antonella  Catini, Antonio Ceccarelli, Ciro  Cianni, Nellì  Cordioli, Anna Costantini,  Paola  de  Santis,  Alfredo  Di  Bacco,  Massimiliano  Doria, Schirin  Fatemi, Lucia  Ferrari, Daniela Foschi, Miro Gabriele,  Andrea Greco, Pier Maurizio Greco,   Maria Adelaide Lamesa,  Luigi Latino, Francesco Mestria, Mariella Miceli, Stefano  Montagna, Sante Muro,  Simonetta  Pizzarotti, Maria Teresa Protettì, Loredana Raciti, Eugenio Rattà, Luigina Rech, Patrizia Ricchiuti, Angela Scappaticci, Linda Schipani, 

Togaci,  Stefania  Vassura , Lorenzo Polzi  Zanetti.

 

Special Guest: Alfredo Di Bacco- Qo'noS / ossessione del poeta

 

 

info: www.campilongo.it - www.infantellina-contemporary.com- www.neworldproject.it -  anto.camp@fastwebnet.it - tel. 0039 339 4394399 -  0049 (0) 30 92210407

 

 

Con il titolo: TRENTAPERTRENTA = NOVECENTO /Sotto il cielo di Berlino , s’inaugura alla galleria Infantellina di Berlino,  la terza tappa della collettiva d’Arte Contemporanea, a cura di Antonietta Campilongo  con la presentazione di Pier Maurizio Greco.

In esposizione opere di pittura, fotografia, arte digitale

Tutte rigorosamente quadrate, nella misura assegnata di cm 30 x 30, richiesta anche nelle opere tridimensionali. Il tema della mostra, incisivamente suggerito dal prodotto aritmetico dei due lati del formato scelto, è un omaggio al Novecento. Una riflessione dedicata ad un secolo che ha visto nelle varie categorie storiche uno sconvolgimento radicale che ha infranto schemi linguistici e tematici, percorso distanze in grado di modificare definitivamente teorie etiche, forme e declinazioni del pensiero e della comunicazione. Per quanto riguarda in particolare l’arte figurativa, le infinite sollecitazioni portano ad un vortice di onde espressive, a traiettorie che disintegrano o ricostruiscono la forma. Pensiamo ad esempio alle Avanguardie, all’Astrattismo, all’Informale; alla Pop, all’arte Concettuale, alla Video arte, ai movimenti performativi, ai graffiti, alle installazioni o alle manipolazioni digitali. Poco o nulla è rimasto “inesplorato”. Movimenti, formazioni, gruppi di lavoro hanno utilizzato ogni “sistema” per dare o “non dare” un senso alle proprie opere o manifestazioni. In questa mostra, gli artisti presenti si confrontano con un panorama immenso. In trenta centimetri per trenta, piccole finestre affiancate, teorie di sguardi puntati sull’oceano.

 

Pier Maurizio Greco

 

TRENTAPERTRENTA = NOVECENTO / Unter dem Himmel von Berlin

 

Unter dem Titel „TRENTAPERTRENTA = NOVECENTO / Unter dem Himmel von Berlin“ eröffnet die Galerie Infantellina Contemporary nach Rom und Hangzhou in Berlin die dritte Etappe einer italienischen Gruppenausstellung mit Werken zeitgenössischer Kunst.

Kuratorin: Antonietta Campilongo, Präsentation: Pier Maurizio Greco.

Ausgestellt werden Werke der Malerei, Fotografie und Digitale Kunst, die allesamt - ebenso wie die dreidimensionalen Arbeiten - in quadratischem Format gestaltet sind.

 

Das Thema der Ausstellung, vom arithmetischen Ergebnis des Formats 30 x 30 („trenta per trenta“) suggeriert, ist eine Hommage an das „Novecento“, das 20. Jahrhundert. Die Ausstellung ist jener Epoche gewidmet, die in verschiedenen historischen Denkkategorien radikale Umwälzungen erlebt hat, welche die Themen und Formen der künstlerischen Ausdruckssprache revolutionierten. Tiefgreifende Wandlungen, die in großen Schritten zu unwiderruflichen Veränderungen ethischer Modelle, der Kommunikation und der Anschauungen führten.

 

In der bildenden Kunst führte die Vielzahl von Denkanstößen zu einem Wirbel von Ausdrucksformen, die in ihrer Dynamik die Form zerstörten oder rekonstruierten. Beispiele sind die Avantgarde, die Abstrakte Kunst, das Informel, Pop Art, Konzeptkunst, Performance, Graffiti, Installationen sowie der Gesamtbereich der Neuen Medien. Bewegungen und Gruppierungen jeglicher Couleur haben alle möglichen „Systeme“ genutzt, um den eigenen Werken oder Auftritten einen Sinn zu verleihen - oder auch abzustreiten.

Die in dieser Ausstellung präsentierten Künstler setzen sich mit einem immensen Panorama auseinander. Auf dreißig mal dreißig Zentimetern öffnen sie - Seite an Seite - durch kleine Fenster Blicke auf den weiten Ozean.

 

TRENTAPERTRENTA = NOVECENTO / Unter dem Himmel von Berlin

 

Under the title: Thirtyforthirty = Ninehundred / Under the sky of Berlin, opens the third stage of the collective of Contemporary Art, curated by Antonietta Campilongo with the presentation of Pier Maurizio Greco  at the gallery Infantellina in Berlin.

There will be paintings, photography, digital art, all strictly square, given the extent of 30 x 30 cm, also required in three-dimensional works.

 

The theme of the exhibition is incisively suggested by the arithmetic product of the two sides of the format chosen, as a tribute to the twentieth century. A discussion devoted to a century that witnessed, in the various historical categories, a radical upheaval that has broken language and thematic patterns, path distances that definitely modify ethical theories, forms and inflections of thought and communication. Concerning in particular the visual arts, the endless stress leads to a vortex wave of expression, that reconstruct or disintegrate the trajectories of the form. Take, for example, the avant-garde, abstract, Informal, Pop, conceptual art, video art, performative movement, graffiti, installations or digital manipulation. Just a little, or nothing, has remained "unexplored." Movements and working groups have used any "system" to give or not give a sense of their own works or events. In this exhibition, the artists are confronted with an immense panorama. In “thirty for thirty”, small panels, theories of vision directed toward the ocean.

 




 

Genere: Arte contemporanea – Personale

Titolo: Qo'noS / ossessione del poeta

Artista: Alfredo Di Bacco

A cura: Antonietta Campilongo

Periodo: dal 2 al 12  aprile 2010

Sede: Galerie Infantellina Contemporary

Indirizzo: Taubenstraße 20

Città: Berlino

Vernissage: venerdì 2 aprile 2010 ore 18.00

Orario di apertura - martedì - sabato – 14.00-19.00

Ingresso: Libero

info: www.campilongo.it - http://www.infantellina-contemporary.com/nextevent.php?lang=en
www.flickr.com/photos/pictor47/

anto.camp@fastwebnet.it - Tel. 339 4394399

 

 

Alfredo Di Bacco è un eccellente rappresentante di quel genere pittorico chiamato Pittura Colta, teorizzato all’inizio degli anni Ottanta da Itali Mussa, che guarda alla Storia della pittura come una fonte inesauribile di suggestioni e di richiami, e che considera l’esperienza esecutiva come un valore non meno importante rispetto all’intenzionalità del pensiero. Nei suoi dipinti si realizza il sorprendente viaggio di una coscienza moderna che nel ricorso al mito, alla memoria, all’autoreferenza della pittura storica, soprattutto quella neoclassica e barocca, costruisce il vascello su cui traghettare la propria umanità , la propria sensibilità artistica ferita dalla forzatura di un sistema che spinge sempre più avanti, anche a costo di generare linguaggi artificiosi. Ecco allora il ruolo che la forma ed il colore tornano ad assumere, i significati che ad essi si accompagnano, i presupposti di certe atmosfere che solo la pittura sa rendere senza tempo, laddove si rispecchia l’immagine immobile di chi sa attendere e non confonde la modernità con l’azzeramento della prospettiva culturale.

 

Maria Cristina Ricciardi

 




Comunicato Stampa

 

 

Genere: Personale di Pittura - Arte contemporanea

Titolo:   POPMAN

Periodo: dal 26 marzo al 17 aprile  2010

Sede:  Fonderia delle Arti

Indirizzo: Via Assisi, 31

Città: 00181 Roma

Vernissage: venerdì 26 marzo 2010 ore  19.00 – 23.00

Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 - 15.00

Ingresso: tessera 2 euro

Artista :Eugenio Rattà

A cura: Antonietta Campilongo

Foto di Vittorio Cannata

info:     www.campilongo.it - www.fonderiadellearti.com -

anto.camp@fastwebnet.it

Tel. 339 4394399 - 06 7842112

 

Eugenio Rattà nasce e vive a Roma, frequenta quattro anni di Istituto tecnico Industriale per poi passare al liceo Artistico, successivamente si laurea in architettura a La Sapienza di Roma. Tesi in Caratteri Stilistici e Costruttivi dei Monumenti studiando il” Palazzo del Collegio Romano” comprendenti: la Chiesa di Sant’Ignazio,  il Liceo Visconti, l’Istituto Meteorologico e il Ministero del Beni Culturali con un progetto di ripristino dei luoghi alla desinatone iniziale. Lavora come architetto in diversi studi di Roma per poi iniziare una carriera come architetto  intervenendo in case e negozi del centro storico di Roma, ai Castelli Romani, nella Valle di Vejo, Olgiata etc., per committenti esclusivi. Inoltre  come Designer Artistico lavora a complementi di arredo interamente fatti a mano, usando materiali come il rame, il ferro, l’acciaio, il cristallo, la foglia d’oro e d’argento e altri materiali di uso corrente.

Durante gli anni suscita l’interesse di molte riviste specializzate in arredamento e design che lo lanciano come designer artistico attirando la curiosità dei collezionisti italiani, europei e degli Stati Uniti.

 

Non abbandona mai la pittura, che inizia a praticare da bambino, sino ad arrivare ad esporre i propri lavori.

 

Da sempre studioso della Pop Art americana, inglese, francese ed italiana (Johns Warhol, Rauchenberg, Hamilton, Blake, Rosenquaiest, Lichtenstein, Schifano…..)

 

La sua pittura è ispirata e dedicata agli artisti della Pop Art perchè nessuno come loro è riuscito ad avvicinare l’arte alla gente senza creare barriere…convinto che  l’arte è presente anche in un imballaggio di cartone.

La sfrontata mercificazione dell'uomo moderno, l'ossessivo martellamento pubblicitario, il consumismo eletto a sistema di vita,  sono i fenomeni dai quali Eugenio Rattà  attinge  le sue motivazioni. In altre parole, attinge i propri soggetti dall'universo del quotidiano – in specie della società contemporanea – e fonda la propria comprensibilità sul fatto che quei soggetti sono per tutti assolutamente noti e riconoscibili.

Comunicato Stampa 
Genere: Personale di Pittura Arte contemporanea 
Titolo: Ancora Rosso/Repaint Red - Teferi Gizachew 
Periodo: dal 12 al 22 dicembre 2009 
Sede: Fonderia delle Arti Indirizzo: Via Assisi, 31 
Città: 00181 Roma 
Vernissage: sabato 12 dicembre 2009 ore 17.30 (Cocktail) 
Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 - 15.00 
A cura: Antonietta Campilongo 
info: www.campilongo.it - www.fonderiadellearti.com anto.camp@fastwebnet.it 
Tel. 339 4394399 - 06 7842112 

Artista statement
 
Un nuovo giorno è come il sole che nasce ancora, è una nuova vita, e tutto ciò che è stato il giorno prima è passato. Io gioco con il sole, con la luce che credo che ognuno ha dentro di sé. Io gioco con i colori, con le forme e con i simboli. In Africa l’ispirazione è ovunque per chi ha la capacità di osservare. Le strade, il mercato, i gruppi di case, qualsiasi cosa è un’opera d’arte. La cultura, le tradizioni, le cerimonie religiose hanno qualcosa da regalare agli artisti, agli scrittori…. Mi interrogo tutti i giorni sul senso della vita degli esseri umani, sulla natura, e sulla loro relazione. Parlo con i miei amici, con le persone che incontro per strada, sui taxi collettivi, al mercato. Ognuno che incontro ha qualcosa da darmi: “bussate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà data risposta”. Io cerco la filosofia della vita, il significato dell’essere umano e il senso della nostra creazione, e soprattutto chi siamo noi oggi, come ci comportiamo e come interagiamo con gli altri compagni di strada. E tutte queste interazioni con le altre persone mi hanno dato moltissime idee e sono diventati dipinti. Tutti i miei lavori raccontano questa filosofia e chiedono di essere ascoltati. I simboli ovali che utilizzo sono dei simboli tradizionali, cambiano forma e diventano ovali, e sono strumenti per rappresentare le mie idee. Come la composizione, i colori e le forme cambiano, così le idee e le forme ovali si modificano. E lo stesso accade per i cerchi.

Teferi Gizachew 



Comunicato Stampa


Genere: Arte contemporanea - Collettiva

Titolo: TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO - 三十的平方=九百 - Passaggio in Cina
Periodo: dal 19 al 24 novembre 2009
Sede: The West Lake Expo Art Fair di Hangzhou XII Edizione
Indirizzo: Hangzhou Peace International EXHIBITION CENTER
Città: Hangzhou
Paese: Cina
Orario di apertura 9.00 - 17.00
A cura: Antonietta Campilongo - Xueqing Cheng (Valentina Cheng)- Tiziana Todi

Artisti:

Roberto Angiolillo, Liliana Avvantaggiato, Rosella Barretta, Marco Berliocchi, Rossana Bertolozzi, Giovanni Boffa, Elena Bonuglia, Antonella Boscarini, Agnese Bruno, Paolo Camiz, Antonietta Campilongo, Silvia Castaldo, Cristina Castellani, Antonella Catini, Isabel Carafì, Antonio Ceccarelli, Ciro Cianni, Nellì Cordioli, Anna Costantini, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco , Massimiliano Doria , Schirin Fatemi, Daniela Foschi, Miro Gabriele, Pier Maurizio Greco, Maddalena Marinelli, Sante Muro, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Loredana Raciti, Luigina Rech, Patrizia Ricchiuti, Angela Scappaticci, Linda Schipani, Stefania Vassura

info:

www.galleriavittoria.com

www.campilongo.it

www.nextart.tv


anto.camp@fastwebnet.it - info@galleriavittoria.com

Tel. 339 4394399 - 340 4182078 - 06 36001878

三十的平方=九百 - Passaggio in Cina è l'edizione cinese della mostra TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO tenutasi a Roma lo scorso mese di ottobre, a cura di Antonietta Campilongo.

La mostra ora prosegue con la galleria Vittoria di Via Margutta a Roma, in occasione della Fiera West Lake of Art Expo. In rassegna, una selezione di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, installazioni.

La Galleria Vittoria, presente dal 2004 a Shanghai nell’ambito della Settimana di Cultura Italiana nel Mondo, dal 2005 promuove ad Hangzhou, all’interno della fiera West Lake of Art Expo, il progetto per la diffusione delle opere di artisti italiani contemporanei. Ciò a seguito del positivo e produttivo consenso ottenuto nelle passate manifestazioni.

Oltre agli artisti aderenti alla mostra saranno presenti alla fiera opere di Etty Bruni, Silvia Brunone, Valter Coccetta, Angelo Cortese, Enzo Fabbiano, Mario Formica, Micaela Giuseppone, Giovanna Milani, Fabio Piscopo, Gualtiero Redivo, Anna Saeggesser Pavone, Claudio Spada.
La Galleria Vittoria grazie agli ottimi rapporti che intrattiene con le autorità di Hangzhou e del West Lake of Art Expo, occuperà uno spazio importante nell’ambito della fiera.




Con il titolo: “TRENTAPERTRENTA = NOVECENTO”, s’inaugura a Roma questa collettiva d’Arte Contemporanea, a cura di Antonietta Campilongo, nei locali della Fonderia delle Arti. In esposizione opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale e installazioni. Tutte rigorosamente quadrate, nella misura assegnata di cm 30 x 30, richiesta anche nelle opere tridimensionali. Il tema della mostra, incisivamente suggerito dal prodotto aritmetico dei due lati del formato scelto, è un omaggio al Novecento. Una riflessione dedicata ad un secolo che ha visto nelle varie categorie storiche uno sconvolgimento radicale che ha infranto schemi linguistici e tematici, percorso distanze in grado di modificare definitivamente teorie etiche, forme e declinazioni del pensiero e della comunicazione. Per quanto riguarda in particolare l’arte figurativa, le infinite sollecitazioni portano ad un vortice di onde espressive, a traiettorie che disintegrano o ricostruiscono la forma. Pensiamo ad esempio alle Avanguardie, all’Astrattismo, all’Informale; alla Pop, all’arte Concettuale, alla Video arte, ai movimenti performativi, ai graffiti, alle installazioni o alle manipolazioni digitali. Poco o nulla è rimasto “inesplorato”. Movimenti, formazioni, gruppi di lavoro hanno utilizzato ogni “sistema” per dare o “non dare” un senso alle proprie opere o manifestazioni. In questa mostra, gli artisti presenti si confrontano con un panorama immenso. In trenta centimetri per trenta, piccole finestre affiancate, teorie di sguardi puntati sull’oceano. Pier Maurizio Greco Comunicato Stampa Genere: Arte contemporanea - Collettiva Titolo: TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO Periodo: dal 19 settembre al 12 ottobre 2009 Sede: Fonderia delle Arti Indirizzo: Via Assisi, 31 Città: 00181 Roma Vernissage: sabato 19 settembre 2009 ore 18.00 (Cocktail) Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 -15.00 Ingresso: Libero A cura: Antonietta Campilongo Progetto di N E W O R L D ART Idee e progetti per un mondo sostenibile Presentazione: Pier Maurizio Greco Artisti: Manuela Alampi, Liliana Avvantaggiato, Rosella Barretta, Cristina Bazolli, Tiziana Befani, Marco Berliocchi, Rossana Bertolozzi, Marco Besana, Rosa Borreale, Agnese Bruno, Nello Bruno, Ilaria Buselli, Paolo Camiz, Antonietta Campilongo, Stefano Cannone, Gabriella Caponigro, Franco Cappelli, Isabel Carafì, Silvia Castaldo, Cristina Castellani, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Simona Cecconi, Ciro Cianni, Chiara Cola, Maurizio Collini, Nellì Cordioli, Anna Costantini, Giovanna Crescenzi, Barbara De Marco, Paola de Santis, Oronzo De stradis, Alfredo Di Bacco, Stefania Di Filippo, Daniela Di Tonno, Stefania Digioia, Massimiliano Doria, Stefano Fanti, Schirin Fatemi, Rosanna Fedele, Lucia Ferrari,Elena Ferrini, Gianluca Fiorentini, Daniela Foschi, Miro Gabriele, Micaela Giuseppone, Pier Maurizio Greco, Francesca Guarini, Maria Adelaide Lamesa, Laronga Giuseppe Wolf, Rosella Lenci,Carmelo Leone, Tina Loiodice, Rita Mandolini, Sabrina Marconi, Maddalena Marinelli, Alberto Marolda, Fulvio Martini, Gloria Massarelli, Francesco Mestria, Juan Josè Molina Gallardo, Stefano Montagna, Patrizia Montegrande, Consuelo Mura, Sante Muro, Giovanni Novi, Roberta Paladini, Anna Saegesser Pavone, Cristiano Piccinelli, Luca Piccini, Emanuela Pischedda, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Maria Teresa Protettì, Loredana Raciti, Luigina Rech, Patrizia Ricchiuti,Daniela Romano, Paola Ruggiero, Angela Scappaticci, Linda Schipani, Giuseppe Siciliano, Irene Taddei, Marcello Toma, Fabio Usvardi, Gloria Vanni, Stefania Vassura, Daniela Viglioglia, Zago(Gianantonio Marino), Lorenzo Zanetti Polzi, Zoro info: www.campilongo.it www.fonderiadellearti.com www.neworldproject.it anto.camp@fastwebnet.it Tel. 339 4394399 - 06 7842112

Comunicato Stampa 

Genere: Arte contemporanea
Titolo: Arte italiana a Fukuoka
Periodo: dal 9 al 14 giugno 2009
Sede: Toyota BLDG 3F
Indirizzo: 8-28-4 Watanabe Dori, Chuoku
Città: Fukuoka
Stato: Giappone
Vernissage: martedì 9 giugno 2009 ore 17.30
Orario di apertura - 10:00 / 19:00
Ingresso: Libero 

Finissage: giovedì 25 giugno ore 18.00
Sede: Galleria La Pigna - Palazzo Maffei
Indirizzo:via della Pigna 13/a
città: Roma
A cura: Antonietta Campilongo
Progetto: Alessandro Maugeri
Artisti:Antonietta Campilongo, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Simona Cecconi, Mafalda Console,
Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Stefania Digioia, Daniela Foschi, Paola Grillo, Gabriella Marchi, Mariella Miceli, Paolo Pomati, Loredana Raciti, Linda Schipani.

info: Tel.3394394399 - 0081.92.7618570 - anto.camp@fastwebnet.it - www.italiakaikan.com - www.campilongo.it


Il progetto "La più bella del mondo" verte sulla realizzazione di una rete di gemellaggi tra Università italiane e atenei Giapponesi, ed in seguito l’estensione di questa rete di collaborazioni anche ad istituti ed altre realtà culturali, al fine di realizzare nelle distinte sedi una serie di eventi volti alla promozione e conoscenza della cultura italiana in Giappone e viceversa, favorendo al contempo anche l’istituzione di borse di studio e programmi di interscambio tra studenti delle due nazioni.

Il progetto, ideato da Alessandro Maugeri, patrocinato dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi Roma Tre, mirerà ad affascinare e stimolare il già interessato pubblico Giapponese e sensibilizzarlo alla cultura italiana e alla sua evoluzione, attraverso media di immediata fruizione quali manifestazioni di carattere musicale, esposizioni d'arte, conferenze a cura di studiosi e professori delle Università italiane approfondendo materie quali arte, storia, letteratura, archeologia.

Al contempo si intende approfondire la possibilità di un interscambio, e valutare un calendario di proposte concernenti la cultura giapponese che potranno essere ospitate in Italia, oltre che offrire scambi tra gli studenti degli atenei gemellati.
Si partirà dal Sud, esattamente da Fukuoka, già considerata anni fa in termini di scambi per ricerche scientifiche dall’Italia, e partner scientifico delle Università di Padova,Venezia e Reggio Calabria.

ARTE ITALIANA A FUKUOKA e' l'estensione artistica del progetto,che mira, attraverso una cadenza sistematica di date nella citta' di Fukuoka, a dare visibilita' ad artisti Italiani di grande talento, promuovendo cosi' pittura, fotografia, arte digitale, video, sensibilizzando il gia' raffinato gusto Giapponese , sensibile da sempre al nostro stile.

Gli eventi di promozione "ARTE ITALIANA A FUKUOKA", vedono la direzione artistica e la supervisione tecnica della curatrice italiana Antonietta Campilongo, impegnata in quest'ambito nella delicata selezione e organizzazione dell'immagine della nostra arte in Giappone.

Gli eventi sono realizzati in sinergia con il CENTRO ITALIANO DI FUKUOKA e in collaborazione con la GALLERIA LA PIGNA di Roma









Ti Riciclo in Arte/In Arte Ti Riciclo

Genere: Arte contemporanea - Collettiva
Titolo: Ti Riciclo in Arte/In Arte Ti Riciclo
Periodo: dal 7 marzo al 30 aprile 2009
Sede: Palazzo Doria Pamphilj Museo Archeologico Valmontone
Indirizzo: piazza della Costituente
Città: Valmontone (Roma) - 00038
Vernissage: sabato 7 marzo 2009 ore 17.30
Orario di apertura - dal martedì al venerdì - 9.00-13.00 / sabato domenica 10.00 - 13.00 - 15.30 - 19.00
Ingresso: Libero
Patrocinio:Città di Valmontone- Assessorato alle Politiche Culturali - Assessorato all'Ambiente
A cura: Antonietta Campilongo
Presentazione: Gianni Piacentini
Organizzazione: N EWORLDART-Idee e progetti per un mondo sostenibile
Progetto: NWecoart
Servizio didattico: Laboratorio d’Arte per le Scuole “Raccolgo, Recupero, Riciclo…CREO!”
Lab. Art con la collaborazione dell'Associazione Pro Loco Valmontone-Tel. 393 9301310 - 393 9301895
Artisti:
Artisti Innocenti, Marco Angelini, Simona Abruzzini, Roberto Angiolillo, Giancarlo Baraldo, Rosella Barretta, Gian Paolo Bonani, Sara Bonetti, Antonella Boscarini, Elena Bonuglia. Nello Bruno, Maria Cecilia Camozzi, Antonietta Campilongo, Silvia Castaldo, Cristina Castellani, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Enzo Correnti, Anna Costantini, Arianna De Benedetti, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Mario Di Carlo, Daniela Foschi, Elfriede Gaeng, Ambrogio Galbiati. Marco Gerbi, Pier Maurizio Greco, Rosella Lenci, Laura Leo, Gabriella Marchi, Stefano Marziali, Mariella Miceli, Consuelo Mura, Sante Muro, Giovanni Novi, Albino Palamara, Aldo Palma, Ilaria Pergolesi, Astrid Pesarino, Adolfo Picano, Simonetta Pizzarotti, Pommefritz Crew (Max Boschini & Mauro Manuini), Elettra Porfiri, Loredana Raciti, Marco Recchia, Grazia Ribaudo, Guido Ricci, Serafino Rudari, Fiorella Saura, Linda Schipani, Giuseppe Viglione, Zago, Zoro

info: www.palazzodoriavalmontone.it www.campilongo.it www.neworldproject.it
anto.camp@fastwebnet.it Tel. 06 95995046 - 339 4394399 

IN ARTE TI RICICLO

Giunti con la presente alla quarta tappa del progetto espositivo sull’arte che ricicla materiali finalizzati all’opera, si potrebbe tentare un consuntivo dei lavori che si ritrovano oggi a Palazzo Doria Panphilj a Valmontone.


Nelle esposizioni ospitate nel 2008 prima alla Fonderia delle Arti di Roma, poi alla chiesa di San Francesco a Capranica, e di seguito alla sede londinese della galleria Candid Arts, si possono rintracciare delle linee fondamentali.


Nelle opere si tematizza il riciclo mirando a farne l’oggetto dell’opera. L’osservazione si concentra sul senso del consumo e sul pericolo avvertito nell’uso improprio e smodato di quelle stesse risorse del pianeta che vanno a compromettere non solo la sopravvivenza delle generazioni future ma anche della nostra.


Queste visioni si risolvono spesso in una paesaggistica espressamente caotica (con gran pullulare di plastiche ) e in immagini di una natura ormai desertificata. Tra astratto e figurale, i rifiuti vengono adottati per essere finalmente rimessi a fuoco e sperimentati in un campo d’azione dove si è guidati dalla concretezza dei materiali in una visibile e a volte allucinata araldica.


Non mancano immagini apologetiche e analisi per frammenti. Tutta l’apparentemente compiuta ciclicità naturale trova pericolosi ostacoli in una cultura industriale spesso colpevolmente silenziosa delle reali conseguenze delle sue scelte.


Altrimenti, nel caleidoscopio delle immagini e delle composizioni, i materiali e gli oggetti vengono direttamente prelevati giocando ironicamente con la componente decorativa e la manipolazione. Con atteggiamento pragmatico, alcuni artisti (che fanno in modo di sembrare ingenui) re-impiegano in arte ciò che è già stato usato evitando in tal modo di prelevare materiali nuovi. Si considera questa soluzione una forma di risparmio energetico grazie alla quale materiali inquinanti assumerebbero leggerezza e soavità lirica perdendo la loro carica apocalittica.


In alcuni lavori si intende forse salvare le tracce del vissuto privato, preservare gli scarti e assegnare loro un’emblematicità, una vita fissata, fino a proporre un positivo riscatto dei brandelli, una qualche riabilitazione del degrado.


La produzione artistica, anche la più germinativa o seriale, non si piega all’atteggiamento onnivoro del consumo. Prolifera, certo agisce capillarmente ma, sia pure non andando a piantare boschi come Beuys, decanta, purifica. Comunica all’umanità in cui confida.


Tutti gli artisti del pianeta per quante tele coprano di colore (pur con le innumerevoli prove e studi preliminari necessari per giungere a una singola opera riuscita) non partecipano al degrado della natura prodotto dall’umanità, perché ciò sarebbe direttamente corrispondente al degrado stesso dell’umanità.



Agli artisti si impone, pure in modo implicito, di lanciare dei segnali chiari. Di dissenso. Di spostamento o di spaesamento.



Panta rei, tutto gira, tutto è ciclico ma mai identico.

Al riciclo dei materiali siamo tutti obbligati in quanto uomini, ma gli artisti non desiderano il ricliclo delle loro opere. Gli artisti lavorano per proprio conto contro il riciclo. Sognano di resistere al tempo, pretendono di lasciare una traccia stabile.



La storia dello smembramento e la tarda ricomposizione della tavola del San Gerolamo di Leonardo, sottratta al suo destino di sgabello ed oggi ammirata nei Musei Vaticani, è, almeno per gli artisti, una consolazione.



Eppure nella follia del consumare l’uomo è costretto sempre di più a fare i conti con un pianeta impoverito e degradato. Se vuole sopravvivere deve imparare a non sprecare, a progettare ogni oggetto in vista di una sua trasformazione in altro.

E perché l’artista dovrebbe illudersi di sfuggire a questo destino?



Si può davvero immaginare un'opera d’arte riciclabile?


Gianni Piacentini





Comunicato Stampa: Mostra/Convegno 

Bideceinge - “siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo” (Gandhi)

Manifestazione articolata in due eventi facenti parte di un unico progetto.



Mostra:
Genere: Arte contemporanea - Collettiva
Titolo: Bideceinge - “siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo” (Gandhi)
Periodo: dal 24 febbraio al 8 marzo 2009
Sede: ISA Istituto Superiore Antincendi
Indirizzo: Via del Commercio 13
Città: Roma

Vernissage: Martedì 24 febbraio 2009 ore 17.00

Conferenza stampa: Martedì 24 Febbraio ore 12.00 presso ISA Istituto Superiore Antincendi Via del Commercio 13 Roma

Orario di apertura - dal lunedì al sabato ore 16.30 - 19.30

Ingresso: Libero
Patrocinio: Provincia di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali

A cura: Antonietta Campilongo
Progetto di N E W O R L D ART
Idee e progetti per un mondo sostenibile
Presentazione: Francesco Giulio Farachi
Artisti:
Artisti Innocenti, Roberto Angiolillo, Gian Paolo Bonani, Sara Bonetti , Elena Bonuglia, Antonella Boscarini , Nello Bruno, Antonietta Campilongo, Stefano Cannone, Silvia Castaldo, Cristina Castellani. Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Anna Costantini, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Michele Di Tonno, Stefano Fanti, Elena Ferrini, Daniela Foschi, Teferi Gizachew, Francesca Guarini,Pier Maurizio Greco, Rosella Lenci, Carmelo Leone, Caterina Maggia, Gabriella Marchi, Mario Marchi, Fulvio Martini, Stefano Marziali, Francesco Maestria, Mariella Miceli, Consuelo Mura, Gianfranco Nonne, Aldo Palma, Adolfo Picano, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Loredana Raciti, Grazia Ribaudo, Serafino Rudari, Linda Schipani, Gloria Vanni, Giuseppe Viglione.

Convegno:

Titolo: La strategia della lumaca - Per una società della misura: idee e pratiche di un altro sapere ed un altro saper fare

Periodo: venerdì 26 febbraio 2009 ore 9.30 - 19.00

Sede: Palazzo Valentini

Indirizzo: Via IV Novembre 119 A

Città: Roma

Mattina 9.30 -13.30 Sala Di Liegro

Presiede Adriano Labbucci

Saluti dell’Assessore alle Politiche culturali Cecilia D’Elia

Luigi Straffi - presidente Associazione Neworld

Presentazione del convegno e della mostra tematica Serge Latouche - Professore emerito Università XI Paris-sud Crisi e decrescita

Riccardo Troisi - presidente del Consorzio Città dell’Altra Economia. Esperienze solidali per una nuova economia di giustizia

Piero Bevilacqua - Ordinario di Storia contemporanea Università La Sapienza di Roma Il benessere collettivo che può salvare l’ambiente e cambiare la politica

Silvano Falocco - A.D. Soc.Ecosistemi. Le Istituzioni e gli attori per una economia leggera

Denise Lancia - presidente Associazione Palocco per Kyoto

Palocco, un borgo sostenibile.

ore 13,30 pausa buffet biologico

Pomeriggio 15.00 - 19.00 Sala del Consiglio

Saluti del presidente del Consiglio della Provincia di Roma Pina Maturano

Enrico Fontana - Consigliere Regione Lazio

La politica della convenienza: valori, linguaggi, strumenti di un cambiamento desiderabile

Maurizio Pallante - fondatore del movimento per la decrescita felice



Il programma politico della decrescita

Erika Lombardi - MAG Roma cooperativa

La finanza autogestita: le MAG

Giada Saint Amour Di Chanaz - Associazione La Casa del cibo Agricoltura, cibo e città: Come agire per restituire ai cittadini una catena alimentare ecologica?

Paolo Piacentini – presidente Ente Parco Monti Lucretili

Esperienze di decrescita in un Parco naturale regionale

Serge Latouche - intervento conclusivo e dibattito





Un convegno sulla “decrescita” per una società più vivibile



La scelta di promuovere un convegno sulla “decrescita” ed una mostra ad esso collegata muove dall’idea di fare opera di sensibilizzazione verso i cittadini tutti e verso gli amministratori pubblici dei Comuni della Provincia di Roma nell’intenzione di sollecitarli ad avviare dibattiti e sperimentazioni localmente su un’altro modo di pensare la società. Sul tema della decrescita c’è oggi un grande interesse come dimostrano negli ultimi mesi il fiorire di incontri, la pubblicazione di numerosi libri ed articoli sui quotidiani e sulle riviste, ed anche sul web. Va ricordato che la teoria della decrescita, ha ispirato esperienze pratiche in diversi paesi tra i quali anche il nostro, esperienze interessanti ed utili per la formazione di una nuova cultura della sobrietà e di un cambiamento degli stili di vita.

Attraverso gli apporti teorici e pratici del convegno e le elaborazioni creative della mostra (che include varie discipline artistiche), si vuole veicolare un messaggio che espliciti i limiti della società dello sviluppo nonché la contraddizione del concetto culturale ed economico a suo sostegno definito sviluppo sostenibile che ne dovrebbe rendere praticabile l’attuazione.

L’una ha posto come valore predominante e parametro del progresso umano la crescita economica, lo sviluppo tecnologico, il produttivismo ad oltranza ed il consumo, l’altro tenta di attenuare gli effetti della devastazione dell’ambiente, del degrado sociale e culturale e della qualità della vita, proponendo uno ‘sviluppo controllato’, meno distruttivo ma in realtà sempre assoggettato ad una logica di crescita abnorme ed esponenziale. La teoria dello sviluppo sostenibile pone come inevitabile l’espansione delle attività, anzi tramite essa, sostiene, si potranno risolvere i problemi connessi all’ambiente e all’aumento della popolazione mondiale; nessun’altra alternativa di modello organizzativo che tenga conto della “finitezza quantitativa” delle risorse e dei limiti di saturazione del pianeta è stata sin’ora esplorata fino in fondo.

Insomma a ben vedere, il risultato dell’ultimo secolo di esasperazione produttiva (e finanziaria, ne abbiamo i risultati evidenti sotto gli occhi) ha reso il mondo un posto meno salubre e vivibile, con parecchi problemi dovuti ad uno sfruttamento incontrollato delle risorse, paradossalmente in fase di impoverimento per una distribuzione iniqua della ricchezza e sofferente per le crescenti disuguaglianze sociali.



Per approfondimenti sull’argomento visitare i links del ns sito:

http://www.neworldproject.it/links.php?lng=it

www.decrescitafelice.it,

www.decrescita.it

http://www.toblacher-gespraeche.it/



Come sarà articolato l’incontro?

Il convegno presentarà le elaborazioni teoriche e il microcosmo delle sperimentazioni che si sono prodotte in questi ultimi anni riconducibili alla teoria della decrescita che di per sé come sostiene il Prof. Latouche nel suo “Breve trattato sulla decrescita serena” è semplicemente ‘una bandiera dietro la quale si raggruppano quelli che hanno fatto una critica radicale dello sviluppo e vogliono delineare i contorni di un progetto alternativo per una politica del doposviluppo. Il suo obiettivo è una società nella quale si vivrà meglio lavorando e consumando di meno. Si tratta di una proposta necessaria per ridare spazio all’inventiva e alla creatività dell’immaginario bloccato dal totalitarismo economicista, sviluppista e progressista’. Di fatto dunque, rientrano nel concetto di decrescita esperienze già in essere in molti campi che hanno come denominatore comune la ricerca della sobrietà e l’adozione di nuovi stili di vita compatibili con l’ambiente e l’equità sociale. Per portare un valido contributo teorico al convegno abbiamo invitato alcuni tra i più eminenti esperti della materia: Serge Latouche, Professore emerito dell’Università XI Paris-sud, teorico di riferimento del pensiero della decrescita; il Prof. Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, esperto di storia dell’ambiente e delle culture rurali; Maurizio Pallante, ispiratore del movimento italiano per la decrescita felice, saggista, già esperto di energia e di tecnologie ambientali. Le esperienze pratiche che si intrecceranno alle esposizioni teoriche riguardano realtà (associazioni ed Enti pubblici) che hanno già realizzato o che hanno in corso d’opera progetti che testimoniano interessanti tentativi di cambio di rotta. La “Cooperativa MAG Roma”, microcredito per una finanza autogestita e solidale; “La città dell’altra economia”, spazio di aggregazione di esperienze varie, dal commercio equosolidale alla ristorazione bio, al riuso e riciclo; “Palocco per Kyoto”, associazione di residenti che hanno dato vita ad un progetto di cambiamento di stile di vita per un borgo sostenibile (tetti per solare fotovoltaico e termico, gruppo d’acquisto solidale, riduzione dei consumi); Equorete: network di organizzazioni e soggetti per una ecologia sociale; Ente Parco regionale dei Monti Lucretili con esperienze su campi della decrescita; ed infine L'associazione “casa del cibo” che opera nel campo della ricucitura dei rapporti tra agricoltura, città e cibo.



La mostra

Nel contesto della tematica sulla decrescita affrontata dal convegno, la mostra collettiva d’arte ha un suo ruolo autonomo capace di ulteriori elaborazioni. L’Arte, che da sempre ha tra le sue valenze anche quella di essere specchio della contemporaneità, anticipatrice dei percorsi delle idee e dei cambiamenti, si pone come un incubatore creativo. L’esplorazione degli stili di vita della società dei consumi con le sue false prospettive di benessere e felicità può produrre altrettante risposte critiche o invenzioni portatrici di riflessioni negli individui e nella società. Il Cambiamento sottointeso nella frase di Gandhi che ci ha ispirato “siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo”, sottolinea però l’importanza del ruolo attivo da assumere, l’essere già da subito con il proprio agire, un attore di quella auspicabile società evoluta portatrice di benessere per tutti.

Gli artisti si pongono degli interrogativi: - vale veramente la pena di continuare a bere le illusioni propinate dalla pubblicità, costruite abilmente per indurre i consumi e soprattutto per aumentare i profitti a danno delle persone e dell’ambiente? - Possono dare autentica e duratura felicità i beni sempre più numerosi di cui siamo convinti di avere bisogno? - Possiamo fare a meno di attribuire a tutto un valore economico? - E i rapporti umani, l’empatia verso il prossimo, possono essere un autentico nutrimento capace di realizzare una società collaborativa e solidale? - Vale la pena di sperimentare nuovi stili di vita ed un nuovo umanesimo dopo l’era della rumorosa opulenza? – Cosa abbiamo da perdere a buttare via quella zavorra mentale che impedisce il nostro sviluppo interiore ed una visione altruistica della società?



Bideceinge

Bideceinge è la traslitterazione, un po’ maccheronica, dell’anglosassone “be the change”, cioè “sii il cambiamento”. È una frase che vuole essere esortativa più che imperativa, è un invito a porsi nell’ottica del cambiamento, ad essere ed incarnare in prima persona il cambiamento; ed in un certo senso è una formula di sfida, è uno stimolo a trovare le idee e gli atteggiamenti per il cambiamento.

Per questo è una frase che rende bene il senso della manifestazione a cui si è voluto dar vita, un evento espositivo che è emanazione e riflesso del convegno di studi sul pensiero della decrescita e degli scenari possibili per il futuro dell’uomo. Il messaggio di questo accostamento di mostra e convengo è che se c’è una possibilità di superare la crisi degli attuali modelli di società e sviluppo, questa è riposta nella capacità di pensare il nuovo, nella scelta consapevole e assennata dei singoli e della collettività. Essere il cambiamento vuol dire che solo nella forza creativa ed inventiva, nel valore delle qualità umane e dei principi ideali, nella qualità delle scelte anche individuali, ci sono le reali risorse per ideare un mondo equo, in armonia con la natura ed allo stesso tempo ricco di benessere e realizzazioni.

Poi, l’apparente astruseria della dicitura “bideceinge” vuole esprimere la realtà di quanto ancora questo messaggio sia riservato alla comprensione o all’attenzione di pochi, mentre la sua essenza è semplice, ovvia, quasi banale. Chi oggi ragiona di cambiamento ancora sembra che parli una lingua sconosciuta e sibillina, la coscienza è lenta a maturare.

Gli artisti sono stati chiamati a interpretare queste linee di riflessione, proprio le loro opere devono essere manifestazione della necessità di mutare indirizzo e della responsabilità che ognuno ha nei confronti del mondo e degli altri.

Bideceinge è il momento per dimostrare la forza innovativa e stupefacente della interpretazione estetica della vita, è occasione per rappresentare il modo in cui l’arte sente la contemporaneità e immagina il domani, è la forma che la fantasia vuol dare al cambiamento.





Nel momento in cui si è pensato di mettere in relazione una mostra d’arte con un convegno di studi e valutazione su modelli economici e sociali, ma poi anche etici ed antropologici, è ovvio che si è partiti da un presupposto alquanto definito. Si è dato cioè per scontato riconoscere all’Arte ed agli artisti un ruolo funzionale e pratico, affermare la capacità di smuovere le coscienze, intravedere ed orientare le prospettive, porre domande e fantasticare proiezioni e risposte.

Non è presupposto da poco, e non riguarda solamente il sistema artistico e le ricadute all’interno di posizioni dottrinali e di mero concetto. Intanto, significa costringere gli artisti a prendere posizione, ad assumersi la responsabilità versus alios delle proprie operazioni creative, e quindi ad essere propositivi e partecipativi al di là del semplice impatto emozionale, oltre la dimensione di un estetico ed estatico individualismo e relativismo. E poi, significa pensare che ci sia un “compito” per l’Arte, ed avere la fiducia che l’adempimento di tale compito conduca finalmente a mutamenti significativi e profondi sullo stato delle cose.

Detto in maniera ancora più brutale, significa che questa esposizione non è appendice di abbellimento ad un evento, non è un ampliamento dell’apparato pubblicitario e di marketing del convegno. Tutt’al contrario, è il nocciolo della questione, è da una parte l’esibizione della realtà che ancora ci ostiniamo ad ignorare, è lo schiaffo in faccia della consapevolezza. E dall’altra parte, ma soprattutto, è la ricerca effettiva e militante di quell’imprescindibile punto di svolta da fissare per ogni possibile cambiamento.

Quello che ci troviamo ad affrontare in questa modernità contraddittoria è infatti un futuro per i sistemi umani fortemente ipotecato, se non già dolorosamente compromesso. Iniziamo faticosamente a toglierci ogni pia illusione sulle “magnifiche sorti e progressive”, le idee gloriose su un avanzamento crescente ed illimitato di civiltà e tecnica, e facciamo i conti con i limiti ed i pericoli di ogni ulteriore spinta allo sviluppo ed all’impiego/sfruttamento di risorse.

Però tutto questo è ancora per molti aspetti e per molte coscienze ambito riservato ad un elitario dibattito teorico (quando non posizione ideologica), compresso nella logica manichea del tutto il bene di qua e tutto il male di là, con il qua ed il là a scambiarsi vicendevolmente posizioni e responsabilità. Invece, è già prepotentemente una questione pratica ed oggettiva, una questione di stile di vita ed abiti di convivenza, è questione dei compromessi possibili. Solo l’indagine umana ed umanistica, allora, è in grado di portare alla ribalta quello scarto con il reale in grado di stimolare la riflessione sulla posizione che le cose hanno all’interno della nostra vita, provare a trovare per esse una sistemazione di valore e grado, riuscire ad inventare l’equilibrio del nuovo.

L’artista non è solo capace di immaginare un universo altro partendo dagli elementi della nostra quotidianità. Egli gioca e sancisce un diverso sistema di regole e archetipi che è insieme ordinamento metafisico-ideale ed esistenza fisica di oggetti e mondi, aggredisce con la medesima veemenza ed incisività entrambi i piani di azione, quello del pensare e quello del fare. Questa dualità non sarebbe di per sé granché, se non fosse adibita ad incentrarsi sull’essere umano ed essere il distillato della sua essenza, la base per ogni ontologia umana. Quindi già per il solo fatto di esserci, ma ancor di più per la volontà di orientarla ad uno scopo, si carica di significati e contenuti, di spinte creatrici ed invenzioni, che si fanno divulgazione, fruizione, attenzione e compartecipazione. Il prodotto artistico può dunque diventare fulcro attrattore ed insieme propagatore di tematiche pressanti, immanenti ed intime all’uomo, perché è fra le poche cose in grado di afferrare le oggettività di un contesto e distillarne le verità, da quelle più scomode a quelle più vitali e “salvifiche”.

Allora a maggior ragione questa mostra, per il tema che ha deciso di affrontare e per l’occasione accanto alla quale si svolge, assume la dimensione estetica non come pura e semplice riflessione di voluttà di senso e d’intelletto fine a se stessa – ars gratia artis – e non la confonde con un arido sbocco di estetismo e decorativismo; ma la esplode a veicolare messaggi dal forte ed importante contenuto etico e sociale, e lo fa attraverso modalità ed approcci che nella ricerca del “bello” trovano la loro potenza vitale e partecipativa.

Ed a questo punto viene fuori tutto ciò che questa mostra vuole essere ed esprimere, per questo concentra e dirige alla condivisione tutte le attitudini proprie della ricerca e della pratica artistica, dal bisogno ludico e del divertissiment ironico, alla vocazione antidogmatica e dissacratoria, dal desiderio a infrangere ogni tabù e stereotipo, alla suggestione poetica e visionaria di un’idea nuova. Il compito quindi di far maturare le coscienze, di smascherare gli improbabili pannicelli caldi e le pigrizie, quello di far volare il cuore e la fantasia verso il cambiamento possibile e necessario, viene rilanciato con l’introdurre nuovi termini e innovativi scenari nella relazione fra l’uomo ed il mondo e fra l’uomo ed i suoi simili.

Viene rilanciato con un lessico vario e mutevole, con forme discipline e visioni le più diverse e versatili; perché bisogna saper parlare a tutti e non farsi mancare nulla, con l’attenzione e la cautela di dosare elementi ed emozioni per non passare inosservati, per non cadere nella retorica e nella noia dei discorsi triti e ritriti. La collocazione chiave del cambiamento, il punto di svolta, sta entro i confini del coinvolgimento, nel territorio della partecipazione e dello scambio emozionale profondo. Sta nella progettazione di spazi, contesti, occasioni e linguaggi ad alto indice di reattività. Questo è stato l’intento, questo è l’augurio e la speranza.



(francesco giulio farachi)







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Comunicato Stampa

Genere: Arte contemporanea - Collettiva
Titolo: Living in a still life - Cronache di un inquinamento…
Periodo: dal 14 febbraio al 14 marzo 2009
Sede: Fonderia delle Arti
Indirizzo: Via Assisi, 31
Città: 00181 Roma
Vernissage: sabato 14 febbraio 2009 ore 17.30 (Cocktail)
Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 -15.00
Ingresso: Libero
A cura: Antonietta Campilongo
Progetto di N E W O R L D ART
Idee e progetti per un mondo sostenibile
Presentazione: Pier Maurizio Greco
Artisti:
Artisti Innocenti, Manuela Alampi, Marco Angelini, Roberto Angiolillo, Mario Armocida, Rosella Barretta, Gian Paolo Bonani, Sara Bonetti, Antonella Boscarini, Nello Bruno, Maria Cecilia Camozzi, Antonietta Campilongo, Stefano Cannone, Cristina Castellani, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Maurizio Cintioli, Anna Costantini, Paola de Santis, Oronzo De stradis, Alfredo Di Bacco, Valentina Fabi, Daniela Foschi, Francesco Gentile, Marco Gerbi, Paola Giacon, Pier Maurizio Greco, Francesca Guarini, Rosella Lenci, Laura Leo, Carmelo Leone, Antonella Macaluso, Caterina Maggia, Loris Manasia, Gabriella Marchi, Maddalena Marinelli, Fulvio Martini, Stefano Marziali, Serena Meggiorini, Mariella Miceli, Simona Mostrato, Sante Muro, Giovanni Novi, Claudio Orlandi, Aldo Palma,Valentina Parisi, Giuliano Pastori, Nadia Perrotta, Astrid Pesarono, Adolfo Picano, Pommefritz Crew (Max Boschini & Mauro Manuini), Elettra Porfidi, Loredana Raciti, Grazia Ribaudo, Guido Ricci, Serafino Rudari,Graziano Russo, Fiorella Saura, Linda Schipani

info: www.campilongo.it
www.fonderiadellearti.com

www.neworldproject.it

anto.camp@fastwebnet.it
Tel. 339 4394399 - 06 7842112

Living in a still life/ Cronache di un inquinamento…


Living in a still life è una collettiva d’arte contemporanea, a cura di Antonietta Campilongo, allestita nei locali della Fonderia delle Arti di Roma. Nell’accezione comune, still life è sinonimo di natura morta e viene comunemente usato in pittura o in fotografia per indicare la rappresentazione artistica di un oggetto statico. Ma nel tema scelto, ovviamente, non c’è solo questo. C’è un doppio binario e una doppia velocità. Da un lato la riflessione sul tempo che scorre, con le inevitabili trasformazioni, le tracce indelebili che lascia su corpi ed oggetti e il continuo desiderio di fermarlo, di vincerlo. Dall’altro, la sensazione di vivere in uno spazio sofferto, in un ambiente naturale che va in panne, che respira a fatica e si blocca, scivolando in una pericolosa “retromarcia”. E la conseguente strenua difesa per la sopravvivenza.

Il tema dell’inarrestabile fuga del tempo e delle inevitabili “conseguenze” è presente nell’arte ab antiquo. Significativo, al riguardo, il mosaico pitagorico del cranio e della farfalla rinvenuto a Pompei. E le “danze macabre” medievali, con girotondi di scheletri, o i dipinti della serie “Tre vivi e tre morti”, in cui giovani cavalieri incontrano tre cadaveri “viventi” che li ammoniscono circa il loro futuro destino. Straordinario e visionario il San Gerolamo di Dürer, circondato dai simboli del sapere, ma con l’indice puntato su un cranio, termine ultimo di ogni percorso umano. In seguito, sul finire del ‘500, compare in Europa il genere della natura morta, spesso legata ai temi della vanitas e della caducità.

Non più rappresentazione a margine della figura umana ma soggetto protagonista di un nuovo modo di intendere l’arte e in grado di veicolare con sapienza simboli e allegorie. Caravaggio sosteneva che “vi è tanta manifattura nel fare un quadro di fiori come nel farne uno di figure”, e lo dimostra benissimo nella sua canestra di frutta, dove allo straordinario realismo fotografico si accompagna un’intensa riflessione sulla transitorietà della vita. Da qui in avanti la natura morta ha sempre esercitato un’attrazione ambigua. Da un lato il fascino e la ricercatezza di immagini vivide e realistiche, dall’altro una forma di sensualità torbida e inquieta in cui serpeggia il monito-messaggio. Anche un teschio tempestato di diamanti ci ricorda con “evidenza” che, in fondo in fondo, sotto la ricchezza sfavillante c’è sempre una fine certa.

E la natura intorno? Questo è il secondo punto. E’ più viva o più morta? Di sicuro non gode di ottima salute. L’alterazione dell’ambiente è evidente, con conseguenze diffuse a molteplici livelli: inquinamento dell'aria, acqua, suolo, chimico, acustico, elettromagnetico, luminoso, termico, genetico, nucleare…

A prescindere dalle percentuali, è necessaria una netta inversione di marcia, governi e lobbies economiche permettendo. L’arte talvolta fa finta di non vedere, volgendosi alla ricerca del sensazionale o scendendo nelle viscere del vizio. Tra le sue infinite potenzialità, c’è ancora la forza di gridare che qualcosa non va, e risvegliare coscienze ed energie. A volte ci riesce come può, con i suoi mezzi, e rappresenta una salvezza.

Living in a still life è un reportage; in bilico tra il potere salvifico dell’arte, l’inevitabile fuga del tempo e il tentativo di superarlo.

Pier Maurizio Greco






Comunicato Stampa

Genere: Arte Contemporanea - Mostra collettiva di pittura, scultura, installazioni, fotografia. 

Titolo: smArt Recycling/ 37 Italian artists on plastic, paper, metal, glass & co. - Ti riciclo in arte/ storie di plastica, carta, alluminio e vetro 

A cura: di Antonietta Campilongo e Alessandra Masolini 

Progetto: smArt Recycling è l'edizione inglese di Ti Riciclo in Arte, colletiva di pittura, scultura e videoarte tenutasi a Roma nella primavera del 2008. In quell'occasione più di 50 artisti inviarono il loro contributo alla curatrice Antonietta Campilongo. La prima edizione della mostra fu un tale successo di pubblico e di media (per vedere il servizio del TG3 http://it.youtube.com/user/Campilongo1) da trasformare Ti Riciclo in Arte in un progetto itinerante.
Sotto la direzione artistica di Sharpcut Visual Arts Project smArt Recycling/ Ti riciclo in Arte apre ora a Londra con un ricco programma di eventi teatrali e musicali a tema, tra cui un concerto jazz su strumenti in materiale riciclato e un seminario teatrale sul Dorian Gray in costume rigorosamente vintage. 

Depliant: In sede 

Presentazione: Francesco Giulio Farachi 

Periodo: dal 29 ottobre al 4 novembre 2008
Sede: Candid Arts Galleries
Indirizzo: 3 Torrens St, EC1V 1NQ
Città: London
Vernissage: 30 Ottobre 2008, ore 18:30 - 22:00. Concerto Indie rock dei The Munroes (UK) alle ore 21:00. smArt Recycling dress code. Rinfresco offerto da Arancina.
Orario di apertura : Da giovedì 30 Ottobre a martedì 4 Novembre ore 10:30 - 18:00.
Ingresso: Libero
Artisti: Roberto Angiolillo, Rossella Barretta, Gian Paolo Bonani, Marco Bonura, Antonella Boscarini, Nello Bruno, Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Silvia Castaldo, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Anna Costantini, Arianna De Benedetti, Yvonne De Rosa, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Maria Errani, Daniela Foschi, Ambrogio Galbiati, Laura Leo, Flaminia Mantegazza, Gabriella Marchi, Stefano Marziali, Mariella Miceli, Juan José Molina Gallardo, Giovanni Novi, Aldo Palma, Adolfo Picano, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Cristina Prudente, Loredana Raciti, Serafino Rudari, Sante Muro, Fiorella Saura, Linda Schipani, Antonio Taschini.
info: www.sharpcut.eu www.campilongo.it

Il ciclo dell’Arte

Questa mostra costruisce progressivamente il suo assestamento, – è l’espressione di un paradosso, d’altronde – trova un equilibrio dinamico che si adatta ai luoghi ed alle condizioni. Il movimento e la metamorfosi costituiscono il senso della sua vitalità, che stabilmente esce fuori dai rigidi apparati degli enunciati e dei programmi, e si incarna materia viva, e prova ad avvicinare l’emozione e la sensibilità delle persone, condivide la vita e gli ambienti, i contesti ed i momenti.

Per questo va in giro questa mostra, fa tappa in contesti diversi, a loro si conforma, e con loro si trasforma.

Una fonderia sottratta all’abbandono ed alla rovina nel cuore di Roma, una chiesa sconsacrata e superstite nel fascino medievale del borgo di Capranica (VT), ed ora gli spazi recuperati e rinnovati di una galleria fra i quartieri di Londra, diventano anch’essi simbolo, ciascuno e tutti insieme, di un’arte del riutilizzo e per il riutilizzo.

Luoghi differenti vestono aspetti e significati differenti, allestimenti ed atmosfere mettono in scena se stessi insieme alle opere ed agli ingegni; il tema del riciclaggio così si modula in timbri e toni peculiari del circostante, si fa di volta in volta ammiccante, solenne, serio, ironico, diffusivo e personale, ambizioso o disperato – sempre coinvolgente.

E questo poi diventa un modo per chiudere il cerchio di “Ti riciclo in Arte”, o per lasciarlo costantemente aperto, un modo per dire e per fare Arte che contamina, che tocca materie, sensibilità idee e che tutte queste cose modifica, ne fa territorio di libera creatività, di creativa libertà.

(francesco giulio farachi)














Comunicato Stampa

Genere: Arte contemporanea -5 mostre personali.

Titolo: L’altra città

Periodo: dal 10 al 12 ottobre

Artista: Antonietta Campilongo

Periodo: dal 17 al 19 ottobre

Artista: Antonella Catini

Periodo: dal 24 al 26 ottobre

Artista: Marco Ficarra

Periodo: dal 31 ottobre al 2 novembre

Artista: Hoon Choi

Periodo: dal 7 al 9 novembre

Artista: Nellì Cordioli e Flavio Galletti

Sede: RIV.56 associazione culturale per l’arte contemporanea.

Indirizzo: riviera san benedetto 56

Città: Padova

Orari della galleria: venerdì dalle 18.30 alle 21.30, sabato e domenica dalle ore 17.30 alle 20.30.

Ingresso: Libero

A cura: Serena Meggiorini e Paola Giacon

Presentazione: a cura di RIV.56
allestimento: a cura di RIV.56
info: riv.56@libero.it
Tel. 349 4556970-3483837386

Abstract di presentazione:
Sotto il titolo “L’altra città “si apre un ciclo di mostre personali di sei artisti provenienti da varie parti d’Italia e dall’Oriente: Antonietta Campilongo, Antonella Catini, Marco Ficarra, Hoon Choi, Nellì Cordioli e Flavio Galletti. Ogni mostra durerà lo spazio di un fine settimana e tutti gli artisti tratteranno il tema della città, vista come un micro-universo che si può osservare da differenti punti di vista prospettici.

Testo Critico

L’altra città
Nell’era della globalizzazione attraverso lo sguardo sensibile dell’artista sono messe a confronto sei città, sei mondi interiori.La città come un micro-universo che si può osservare da varie prospettive in questa mostra: “….noi lo rivisitiamo come faremmo per una città dove torniamo più volte per riconoscere i volti, comprendere le personalità, porre relazioni e correnti di interessi.”. (U.Eco)

Nelle tele di Antonietta Campilongo artista romana le inquietudini i rumori, le solitudini i sentimenti della città. Piccole storie di donne e uomini che si muovono, immobili, sotto le luci al neon di bus e metrò in un tempo dilatato, eterno. Antonella Catini colore e materia attraverso un processo di sovrapposizione prendono forma sulla tela creando pieni e vuoti spazi e luoghi dell’anima di una propria città viva ed immaginaria. Marco Ficarra artista bolognese di origine siciliana, la solitudine e l’alienazione dell’individuo nella vita frenetica della città con i suoi spazi aperti i suoi colori accesi, rossi, gialli, azzurri, in mezzo una folla assorta assente e frenetica.

Hoon Choi Calligrafo e pittore sudkoreano vive la città come memoria, i suoi spazi come macchie di colore a volte accese di passioni a volte meno luminose, ma sempre parte di ricordi di una vita alcuni si perdono altri restano indelebili.

Nellì Cordioli e Flavio Galletti La città, l'altra città. Dimensione strutturata per direttrici poeticamente cartesiane, velate a volte di malinconia e desiderio come tensione diametrale tra l'essere e il dover essere. Tensioni verso un altrove situato in uno spazio-tempo che appartiene al mondo dei desideri e dei ricordi ma radicati nel ritmo del proprio respiro. Dialettica tra delicato passato e profondo futuro si rapprende in nodi che di significativo hanno "l'arrogante certezza di esistere". Nella dimensione del proprio lavoro, i due artisti colloquiano con ideali mondi visivi che appartengono ai fantasmi del conscio collettivo, praticando la "semplice verità" dei valori condivisi.

RIV.56








Comunicato stampa


Genere: Arte Contemporanea - Personale Aldo Palma
Titolo: Le formidabili tensioni
A cura: Antonietta Campilongo
Progetto di N E W O R L D ART
Idee e progetti per un mondo sostenibile
Catalogo: In sede
Presentazione: Francesco Giulio Farachi
Periodo: dal 13 settembre al 13 ottobre 2008
Sede: Fonderia delle Arti
Indirizzo: Via Assisi, 31
Città: 00181 Roma
Vernissage: sabato13 settembre ore 19.00 (Cocktail)
Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 -15.00
Ingresso: Libero

info: www.campilongo.it
www.fonderiadellearti.com
anto.camp@fastwebnet.it
tel. 339 4394399 - Tel.06 7842112




Le formidabili tensioni



L’Arte è sempre roba per apprendisti stregoni. Nasce dalla riflessione, dalla elaborazione e dalla padronanza dei mezzi espressivi, nasce certo dalla capacità di dare presenza e struttura universali ad un’intuizione individuale. Ma non solo. È anche invenzione di mezzi originali, è sperimentazione di nuovi materiali e dei loro inesplorati impieghi, è abilità nel concepire e praticare manipolazioni ed adattamenti differenziati. È insomma una sorta di decantato alchemico, stregonesco, magico ed ammaliatore. Cosicché, di fronte ad un’opera d’arte, anche quella più tradizionalmente o semplicemente realizzata, si ripresenta sempre la sensazione, sottilmente inquietante, di guardare in faccia il mistero del “come si fa”, l’impenetrabile perfezione dell’atto creativo. Ed è questa sensazione che già a tutta prima coglie l’osservatore che si avvicina ai lavori di Aldo Palma, è un dolce shock, accettare l’incapacità a cogliere la fisicità intera della materia e nello stesso tempo subirne l’attrazione ed il fascino, come di sostanza intimamente conosciuta, come di elemento col quale rapportarsi in totale familiarità e confidenza. Perché in effetti non si sa con cosa siano realizzati i quadri di Aldo Palma, o meglio, si prova a indovinare materiali e componenti, e qualcosa pure si individua – carta appallottolata, fili di lino o nylon, vernici metalliche – ma ancora il costituente primario, quella pellicola – che con varie consistenze e giaciture si tende sulla tela; che ora trasparente, ora opaca, o rutilante di smalti, tramuta forme, idee ed apparenze – quel derma ferito, escoriato, slabbrato e poi cucito, suturato, infibulato di fili intricati e tesi; quel rivestimento che fa da involucro smagliante a visioni recondite ed intime; ebbene quella sostanza non si può riconoscere, è un’invenzione, un ritrovato sintetico che l’artista ha elaborato e di cui non rivela né origine né trattamento. Eppure, ciò che con uguale immediatezza si avverte è proprio che questa segreta membrana, pur nelle mille combinazioni e trasformazioni cui la fantasia dell’artista la costringe, conserva costante una allettante intimità, come un fascino sensuale e conturbante, uno charme magnetico, quasi sul serio fosse pelle e sostanza organica. Tanto che il primo istinto è quello di toccare, di appurare con un altro senso la natura e la composizione, in un certo senso la effettività, di questo velo. La cui malleabilità si adegua docilmente alla esigenza di desiderare, concepire, avverare nuovi mondi e dimensioni, di formulare un linguaggio che è insieme pittorico e plastico, sintesi di variazioni ed approfondimenti.

Le superfici si sovrappongono, i piani si intersecano, e contaminano di propri slanci l’orientamento dell’altrui giacere, si dà corpo insomma ad una struttura dalle combinazioni infinite e complesse, dove l’idea pensata ed immaginata viene posta – quasi abbandonata lì – per venire in certo qual modo protetta, per essere occultata e reinterpretata di nuova luce.

Il grande innamoramento di Aldo Palma sta dunque nell’incidersi e rifrangere dei diversi toni sulle superfici, nell’esaltazione di una forma all’ondularsi e fluttuare dello spazio, nel balenare dei riflessi sul morbido dilatarsi di convessità e accrescimenti, nello svilupparsi dei nessi e delle adiacenze. La sperimentazione sulla materia segue una fascinazione assoluta per la metamorfosi dell’idea e per la plasticità dello spazio, per la conquista ed il possesso di una dimensione prominente, consistente, solida e constatabile dell’esistente. Aldo Palma così si avvicina ad alcune delle esperienze più significative del Novecento, a quelle esperienze che hanno riconosciuto il canto della materia, l’incanto dello spazio. Immediatamente vengono alla mente Burri, e Manzoni, Fontana, Pistoletto, Gianni Pisani, un insieme di richiami però tanto eterogeneo e ampio da rendere evidente la differenza e l’originalità del lavoro di Palma. La scoperta della materia, non più solo medium espressivo, bensì presa per se stessa, il suo manifestarsi fulcro di energie che l’opera dell’artista libera e mette in movimento, ha da una parte finalmente svelato l’intrinseco valore estetico del dato oggettivo. Dall’altra ha reso ancor più evidente quanto l’oggetto e ciò che lo costituisce abbiano la capacità di essere assunti simultaneamente come testo e contesto e soggetto del dramma, cioè di una rappresentazione, esistenziale. La forma, nella sua concretezza e nella sua sistemazione spaziale, è di per sé peculiare dei momenti di esistenza del mondo. Aldo Palma accoglie questa lezione, e con serrato iter logico, la reinterpreta. Perché la materia torna ad avere un ruolo “esaltativo” della percezione, prende le sole forme che il momento e l’estro inventivo e la sensazione sentono vibrare sotto l’epidermide del tempo. Così quasi per paradosso, Palma riduce ad una inedita essenzialità la dialettica fra figurativo ed astratto, fra materia e colore, fra gesto e segno, e la sua membrana (diavoleria poliuretanica, polivinilica, esaclorovalente) si conforma a pochi particolari, rilevanti e perciò rilevati, di una forma sottostante. Che è sempre presente nelle opere di Aldo Palma, siccome esiste sempre una rappresentazione, un’idea, un’immagine che origina il quadro, che giace sulla tela e che viene “rivestita” e rielaborata dall’artista. Questo ricoprire è nascondere per modo di dire, è anzi l’eleganza dell’ostentazione, è il misurarsi di un istinto erotico e sensuale che accarezza la nudità dell’idea e che la mette in risalto tanto più intrigante e fascinosa quanto più la restituisce solo intravista, indovinata, intuita, quando non addirittura travisata, attraverso le tensioni o le pieghe di una cute.

Per altro verso, è facile notare quanto si tratti di un’operazione e di un procedimento squisitamente pittorici. Il movimento e la convergenza fra materia e concetto vengono innescati dall’uso del colore, dalla scelta delle vernici e degli smalti metallici che nettano l’incidenza della luce sui volumi, e lasciano il gioco della variazione condensato nel variare delle prospettive e delle intensità o delle attenuazioni luminose. La metamorfosi del disegno sottostante, della forma profonda e soggiacente, si libera in un rituale di annientamento e ri-creazione, in un’aggiunta mai terminabile di senso e percezione, in un facimento e rifacimento continuo dell’immaginario. Ed è quindi proprio per questo che Palma ha talora rimesso le mani ad alcune sue opere, anche a distanza di anni. Sicché l’opera è compiuta, però mai definitivamente ed irrevocabilmente cessata, e può sempre succedere che una nuova percezione della medesima forma spinga l’artista ad operare una ennesima trasformazione, un più ardito rimaneggiamento degli equilibri trovati. Può sempre succedere, in definitiva, che ciò di cui bisogna dare e tenere conto è proprio lo stato perdurante del cambiamento, la condizione di ogni nuova vita che viene data e poi ancora data, tolta e riappesa al muro della sua progressiva comprensione.

Ecco dunque che la membrana non è solo superficie e tegumento, ma è l’involucro della crisalide, l’assetto temporaneo che semplicemente contiene, e non esaurisce, le vive energie creative che si agitano perennemente sotto la pelle dell’opera. Ma è anche la materia/colore manipolabile, che concede modi illimitati per il gusto del ripensamento, del rititillamento, modi per questa sorta di auto-erotismo del giorno dopo. La reciproca ed obbligatoria collimazione fra esperienza e visione possiede la tempra carnale che la agisce dentro una dimensione tattile, fisica, sensuale, alcune volte palesemente voluttuosa e peccaminosa. La materia diventa ambito di sublimazione per un feticismo della superficie rigonfia, della prosperità tumida, della mammellosità debordante. Sommità tornita di un’appropriazione, essa è l’ambientazione nel proprio universo di una femminilità misteriosa e materna, oggetto di desiderio e venerazione, appiglio per il senso di colpa e poi del perdono assicurato, femminilità ancora magica e amica del divino.

Aldo Palma è un artista in evoluzione, è artista della sintesi incalzante. Non è solo un fatto di chimica e di sperimentazione come stimolo di novità, ma del serrato dialogo fra le congruenze e le opposizioni, come realtà e finzione, eternità e contingenza, materiale e spirituale, maschile e femminile. L’invenzione è il frutto del sedimentarsi di immagini e percezioni, del loro rinnovarsi in colore e forma. Palma si lancia, evoca crea tramuta, strappa e ricuce tensioni, domina gli elementi come oscuro demiurgo nell’antro fucina della genesi, lambicca e distilla le formidabili tensioni dell’esistenza per l’invenzione di un’inedita armonia.



(francesco giulio farachi)




TI RICICLO IN ARTE/Storie di plastica, carta, alluminio e vetro - CONTINUA...

TI RICICLO IN ARTE/Storie di plastica, carta, alluminio e vetro - L'arte rende sacro

Genere: Arte contemporanea - collettiva
Titolo: TI RICICLO IN ARTE/Storie di plastica, carta, alluminio e vetro - L'arte rende sacro
Periodo: dal 5 al 14 luglio 2008
Sede: Chiesa Romanica di San Francesco
Indirizzo: Piazza San Francesco
Città: Capranica (VT)
Vernissage: sabato 5 luglio 2008 ore 18.00 (Cocktail)
Orario di apertura: martedì/domenica: h. 16.00 - 20.00 - lunedì chiuso
Ingresso: libero
A cura: Antonietta Campilongo
Progetto di N E W O R L D ART
Idee e progetti per un mondo sostenibile
Presentazione e Testi: Francesco Giulio Farachi
Presentazione: Pier Maurizio Greco
Artisti:
Simona Abruzzini, Roberto Angiolillo, Rosella Barretta, Gian Paolo Bonani, Marco Bonura, Elena Bonuglia, Nello Bruno, Maria Cecilia Camozzi, Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Silvia Castaldo, Antonella Catini, Enzo Correnti, Anna Costantini, Arianna De Benedetti, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Daniela Foschi, Ambrogio Galbiati, Marco Gerbi, Pier Maurizio Greco, Laura Leo, Loris Manasia, Gabriella Marchi, Stefano Marziali, Mariella Miceli, Juan José Molina Gallardo, Sante Muro, Giovanni Novi, Albino Palamara, Aldo Palma, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Loredana Raciti, Fiorella Saura, Gianluca Tamorri, Antonio Taschini, Daniela Viglioglia, Giuseppe Viglione, Zago, Zoro.

info: www.campilongo.it http://www.comune.capranica.vt.it/

anto.camp@fastwebnet.it
tel. 339 4394399 - 0761660021



Dal 15 marzo al 15 aprile ‘08 , presso la Fonderia delle Arti di Roma, si è tenuta la prima edizione della mostra “Ti riciclo in Arte” – storie di plastica, carta, alluminio e vetro.

La curatrice Antonietta Campilongo ha il piacere di comunicare che la manifestazione proseguirà dal 5 al 14 luglio prossimo nella prestigiosa chiesa romanica di San Francesco nel centro storico di Capranica (VT), ad appena mezz’ora di auto da Roma.

Il Comune del luogo, ritenendo interessante il tema e considerato il grande successo di pubblico e la risonanza mediatica che l’esposizione ha ottenuto presso la Fonderia delle Arti di Roma, (la prima edizione è visibile all’indirizzo web: http://it.youtube.com/user/Campilongo1) ha deciso di offrire il patrocinio e di ospitare l’evento in questa elegante cornice.



L’esposizione proseguirà, nel mese di ottobre, a Londra negli spazi del Candid Arts Trust: due immensi magazzini Vittoriani, trasformati in gallerie d’arte, studi artistici e sale per iniziative culturali. La manifestazione sarà seguita e curata da Antonietta Campilongo e Alessandra Masolini.


L’Arte rende sacro 

Di primo acchito, “Ti riciclo in arte” può suonare una sorta di affermazione contraddittoria o paradossale. Quasi in automatico, all’ idea di “prodotto artistico” viene ipso dicto associata quella di novità, originalità ed unicità, senza che peraltro questo passaggio logico sia pacificamente assodato e condiviso. A ben pensarci, è una bella responsabilità affermare scientemente tale associazione, dacché hanno decretato da Duchamp in poi scuole, maestri ed epigoni dell’arte trovata e ritrovata; anzi, quello dell’innovazione è per definizione un valore sfuggente transitorio contingente, a volte arlecchinesco, un po’ una pezza a colore, inadatto quindi alla impassibile perennità dell’Arte. Però tant’è; e perciò accostare “arte” (uguale “novità”) con “riciclo” (uguale “uso più volte la stessa cosa”) va a sembrare un sottile controsenso. Ma invece poi, appunto a ben guardare, le due cose stanno così bene insieme che sono intimamente legate da che mondo è mondo. Credo si possa convenire, il prodotto d’Arte non è null’altro che un esito di metamorfosi, un prendere e fare altro, e poi in aggiunta, un utilizzo ed una sublimazione del superfluo, un “secondo livello di lettura”, un sovrappiù di senso che, per genialità di chi lo immette, e per sensibilità di chi lo riscontra, viene ad incorporarsi all’opera dell’Uomo. Ordunque, a voler fare dell’ironia di bassissima lega, si potrebbe dire che l’epoca attuale è fortunatissima, perché mai come ora l’Uomo ha tanto materiale adatto e pronto per l’espressione della sua creatività. Perché oggi come oggi, proprio lo scarto ed il superfluo, la spazzatura e l’oggetto usato, sono sì il problema sociale, economico, sanitario, ecologico che ben conosciamo, ma sono anche occasione e realtà per l’imporsi di stile e di linguaggio, di comunicazione e di relazioni, più brevemente, sono diventati materiali per l’Arte.

E qui il discorso si complica, o meglio si articola in modo interessante. Sempre a prima vista, l’azione che il sistema artistico sta svolgendo avendo come punto di attenzione i consumi e le relative conseguenze, sembra principalmente essere un’azione di denuncia e di allarme. Non è proprio così. E questa mostra ne costituisce una buona e significativa evidenza. Ogni opera d’Arte rende sacra se stessa, riveste la materia di cui è fatta di quell’aura misteriosa e seducente, di quell’alone metafisico e spirituale che santifica e rende taumaturgico il tocco. Manzoni (Piero) docet.

Dunque stiamo attenti. Da un lato, tutti abbiamo presenti l’assillo ecologico, il problema dei rifiuti e di una civiltà globalizzata soprattutto nella corsa al consumo, le prospettive catastrofiche di un pianeta diviso fra aree, sempre più ristrette, di riserve naturali, ed immensi territori destinati a discarica, occupati da impianti di trasformazione, stoccaggio, termodistruzione dei rifiuti. Dall’altro, questa invadenza sta assumendo il tenore di un’assuefazione, di un Matrix che omologa ed anestetizza, lenisce e trasfigura le nostre schiavitù, ce le restituisce indispensabili, ce le ritorna persino belle. Gli artisti assumono dunque la scoria come moderno materiale di creazione, lo reimpiegano in funzione estetica prima che di messaggio, e così ridanno il senso alla materia, riconducono, proprio con le loro operazioni visionarie inventate astruse, ogni materia alla sua essenza primaria, alla sua corporeità più o meno malleabile, alla constatazione che quanto è ferro, legno, vernice o plastica, sempre ferro o legno o vernice o plastica rimane. La funzione di un oggetto può terminare, il logorio può più o meno farne cessare l’uso o l’apprezzamento, ma non ne può annullare l’essenza. E quindi la persistenza (bramata) dell’Arte sfida e gioca la persistenza (deprecata) della materia (almeno di quella sovrabbondante ed inutile).

Ecco dove ci porta il lavoro degli artisti, di tutti questi artisti, come al solito, a ragionare sull’entità delle cose, delle azioni, dei tempi. L’Arte, come deve essere, guarda al mondo da un altro punto di vista rispetto al superficiale senso comune, cerca per istinto ed indole propria cos’altro c’è dietro la facciata, il primo sguardo, l’idea non ragionata. Questa raccolta di materie riciclate, ri-digerite, masticate e ruminate, sono opere diverse perché utilizzano un diverso linguaggio per esprimere un diverso sentire. Non è meramente una recidiva alla centralità concettuale della materia, che è stato obiettivo per l’Arte povera; né alla pura oggettivazione dell’oggetto, a cui si applicò il Nuovo Realismo; né, tanto meno, alla luminosa ossessione della merce, dello status symbol e dell’immagine, come ha messo in luce la Pop Art. E qui sarà pure evidente la ricerca “in fieri”, alcune idee e realizzazioni dichiarano una beata acerbità. Ma è un’acerbità appunto ingenua, fresca e vitale ed energica come può esserlo solo la voglia di creare e di urlare e di far vedere al mondo di che pasta è fatto questo tempo. Dalla materia si possono tirar fuori sogni e lucidità, si può, come in questo caso, sublimare problemi ed angosce in una miriade strabiliante di armonie, e proprio attraverso tale sublimazione renderli presenti alla coscienza, evidenti e rinfacciati, denunciati e costantemente ricordati all’attenzione.

(francesco giulio farachi) 





Ti riciclo in arte

"Ti riciclo in Arte" è il titolo di questa collettiva d'arte contemporanea, curata da Antonietta Campilongo. In mostra, una selezione di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, e performance nei locali della Chiesa di San Francesco.

Il tema proposto affronta un aspetto di primaria importanza della società
contemporanea, quello dei rifiuti solidi urbani e del ciclo di smaltimento
e riciclaggio di materie riutilizzabili come plastica, carta, alluminio,
vetro.

I protagonisti di queste storie sono "attori" in transito, si spostano da
un ruolo all'altro, da un luogo all'altro, cercando di esprimere il meglio
di sé, nella metamorfosi.
Sono in grado di raccogliere, trattenere, evocare, raccontare imprese e
destini, esaudire desideri saziando corpi e cervelli, fino all'oblìo.

Sono "trasversali", senza classi sociali, senza politica, senza religione.

Sono "creature mutanti" e questa è la loro forza.
Hanno in sé qualcosa di immortale, come l'Araba Fenice che " Dopo aver
vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla
sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci
s'abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi.
Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a
lungo quanto il suo predecessore" (Ovidio).

Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità
dell'espressione artistica, questa mostra risponde con il preciso intento
di sensibilizzare artisti e pubblico al rispetto dell'ambiente, sostenendo
ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di
riutilizzo delle materie prime.


Pier Maurizio greco Riepilogo rassegna stampa: prima edizione:

Tg3Nazionale: http://it.youtube.com/watch?v=snhCYJRUi0Y Tgr Lazio e Tg3 il Settimanale: http://it.youtube.com/watch?v=ForFafDY5cI Ti riciclo in Arte su Rai News 24 del 17 Marzo 2008: http://it.youtube.com/watch?v=1yXQdPw0TJE&feature=related Ti riciclo inArte su Sat2000 del 9 Aprile 2008: http://it.youtube.com/watch?v=sLuUV2H-3L8

Il Messaggero: Articolo, sul quotidiano “Il Messaggero” del 1 aprile 2008 

Mostra in corso Mostra Personale di Barbara Herbeck
A cura di Antonietta Campilongo
dal 5 giugno al 26 luglio
Vernissage giovedì 5 giugno 2008 - ore 17.00 - 20.00
Fonderia  delle Arti - Via Assisi 31 - Roma

 Mostra conclusa
 
Arte contemporanea - collettiva TI RICICLO IN ARTE/Storie di plastica, carta, alluminio e vetro 
dal 15 marzo al 15 aprile 2008 
Fonderia delle Arti 
Via Assisi, 31 -  00181 Roma
Vernissage- sabato 15 marzo 2008 ore 18.00 (Cocktail)
Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 -15.00
Ingresso: Libero
A cura di  Antonietta Campilongo
Progetto di N E W O R L D ART
Idee e progetti per un mondo sostenibile
Presentazione -  Pier Maurizio Greco
Artisti:
Artisti Innocenti, Marco Angelini, Roberto Angiolillo, Giancarlo Baraldo, Rosella Barretta , Sara Bonetti , Elena Bonuglia, Marco Bonura, Boschini & Manuini, Maria Cecilia Camozzi , Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Alessio Casale, Antonella Catini, Enzo Correnti, Anna Costantini, Susanna de Paolis, Paola de Santis, Daniela Foschi, Elfriede Gaeng, Marco Gerbi, Giocampo, Pier Maurizio Greco, Flaminia Mantegazza, Susy Manzo, Gabriella Marchi, Mariella Miceli, Monticelli & Pagone, Consuelo Mura, Sante Muro, Giovanni Novi, Ilaria Pergolesi, Astrid Pesarino, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Paolo Ricci, Gianfranco Rovatti, Serafino Rudari, Fiorella Saura, Neda Shafiee Moghaddam, Luca Soncini, Pino Spadavecchia, Monica Straniero, Gianluca Tamorri, Antonio Taschini, Gloria Tranchida, Daniela Viglioglia, Giuseppe Viglione.

info: www.campilongo.it
www.fonderiadellearti.com
anto.camp@fastwebnet.it
tel.  339 4394399  - Tel.06 7842112


"Ti riciclo in Arte" è il titolo di questa collettiva d'arte
contemporanea, curata da Antonietta Campilongo. In mostra, una selezione
di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, video e
performance nei locali della Fonderia delle Arti di Roma.

Il tema proposto affronta un aspetto di primaria importanza della società
contemporanea, quello dei rifiuti solidi urbani e del ciclo di smaltimento
e riciclaggio di materie riutilizzabili come plastica, carta, alluminio,
vetro.

I protagonisti di queste storie sono "attori" in transito, si spostano da
un ruolo all'altro, da un luogo all'altro, cercando di esprimere il meglio
di sé, nella metamorfosi.
Sono in grado di raccogliere, trattenere, evocare, raccontare imprese e
destini, esaudire desideri saziando corpi e cervelli, fino all'oblìo.

Sono "trasversali", senza classi sociali, senza politica, senza religione. Sono "creature mutanti" e questa è la loro forza.
Hanno in sé qualcosa di immortale, come l'Araba Fenice che " Dopo aver
vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla
sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci
s'abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi.
Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a
lungo quanto il suo predecessore" (Ovidio).

Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità
dell'espressione artistica, questa mostra risponde con il preciso intento
di sensibilizzare artisti e pubblico al rispetto dell'ambiente, sostenendo
ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di
riutilizzo delle materie prime.
Pier Maurizio Greco 


Mostra conclusa
"Distanze... di Sicurezza" 
Arte contemporanea - collettiva 

Museo delle Auto della Polizia di stato
Inaugurazione Venerdì 4 aprile ore 19.00
Via dell’Arcadia 20
Dal 4 aprile /al  3 maggio 2008
Orario: 9.30/17.30, sabato 9.30/18.30
Curatori: Antonietta Campilongo e Giuseppe Salerno 

Artisti: Artisti: Innocenti, Manuela Alampi, Domenico Asmone, Marina Baciocchi, Anna Maria Baratto, Paolo Bielli, Gianpaolo Bonani, Sara Bonetti, Elena Bonuglia, Maria Cecilia Camozzi, Antonietta Campilongo, Domenico Campisano, Maristella Campolunghi, Giuseppe Canali, Alessio Casale, Antonella Catini, Anna Costantini, Giovanna Crescenzi, Paola de Santis, Fabrizio Del Monte, Anna Del Vecchio, Alessandro D’Ercole, Viola Di Massimo, Fernando Falconi, Franco Ferrari, Lucilla Frangini Ballerini, Hugh Fulton, Marco Gerbi, Valentina Gerini, Andrea Giorgi, Mario Giuliani, Pier Maurizio Greco, Susan Kammerer, Gaspare Lombardo, Lughia, Stefania Maciocci, Ugo Magnanti, Ferruccio Maierna, Gabriella Marchi, Gabriele Mazzara, Laura Migotto, Consuelo Mura, Sante Muro, Milena Nicosia, Lara Pacilio, Nadia Perrotta, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Eliana Prosperi, Fernando Rea, Rodolfo Roschini, Serafino Rudari, Fiorella Saura, Piero Sensi, Franco Squadrelli, Giuseppe Tarantino, The Best in Art, Gloria Tranchida, Roberto Carlos Umpierrez, Silvia Vari, Daniela Viglioglia.
Venerdì 4 aprile alle ore 19.00 si inaugura a Roma, presso il Museo delle Auto della Polizia in Via dell’Arcadia 20, “Distanze di Sicurezza”, una grande rassegna di opere dedicate da sessanta artisti al tema della sicurezza stradale.

L’esposizione, a cura di Antonietta Campilongo e Giuseppe Salerno, sarà visitabile sino al 3 maggio. Dal testo di Giuseppe Salerno:
Apparteniamo ad un sistema che sempre più tutto seziona, analizza, classifica, e a tutto si propone di offrire “giuste” risposte. Una società nella quale siamo noi stessi, in ogni nostra specificità, ad essere oggetto di continua attenzione. Variamente catalogati in base a razza, sesso, costituzione, età e reddito, per noi si aprono le porte ora di un recinto, ora di un altro. Ambiti in cui siamo “indotti a comportamenti e consumi che variano a seconda del ruolo, dell’ora, del giorno o della stagione della nostra vita. Costrizioni queste proprie di ogni società “civile”. Regole “asettiche” che talvolta non si addicono ad esseri globali, complessi, in evoluzione senza fine.

Regole imposte, destinate a non esistere come tali soltanto in una società formata da esseri sempre coscienti di sé e dei propri comportamenti, massimamente rispettosi della propria e dell’altrui libertà, capaci di autogestirsi con equilibrio in una società dove la regola è interiore.

Una società chiaramente utopica, resa però ancor più lontana dalla pressoché totale disattenzione che la collettività presta all’essere umano nella sua interezza.

Disattenzione di fronte alla quale il pensiero nostalgico torna a quei portafoto calamitati che mai mancavano un tempo sul cruscotto metallico di ogni auto. “Non correre papà! Pensa a noi!” Un messaggio che, in tempi in cui le poche donne alla guida venivano considerate un pericolo, sapeva ricondurti a responsabilità ampie senza lasciarti da solo nello spoglio ruolo di “automobilista”.

Con “Distanze di Sicurezza” è il mondo dell’arte ad essere interrogato sul tema specifico della sicurezza stradale.

La giusta distanza da chi ci precede, ma anche dall’alcool, dalle droghe, dalle sigarette, dal telefonino, dalle musiche che trasformano l’auto in una assordante discoteca, dai miti della Formula Uno, sono tutte prese di distanza da ciò che allontanandoci da noi stessi ci fa perdere la visione cosciente della realtà che ci circonda, la sola di fronte alla quale abbiamo il dovere di mantenere la nostra individualità a difesa di noi stessi e degli altri.

Dimenticata la categoria “temporanea” di conducente gli artisti riportano così la propria riflessione sull’individuo tout court il quale, ora sulle proprie gambe ora su due o più ruote, resta il solo ed unico titolare del sacrosanto diritto ad una vita certamente in movimento, ma, prima d’ogni altra cosa, a misura d’uomo.



Nuovo spazio espositivo

Sotto la direzione artistica di Antonietta Campilongo, prende vita un nuovo progetto espositivo, con un ricco e variegato programma di mostre dedicate a Pittura, Scultura, Fotografia, Arte Digitale e Video presso La Fonderia delle Arti, sita in Roma, Via Assisi, 31 

L’edificio a più piani, unico nel suo genere, è ricavato all’interno di una vecchia fonderia di metallo, ora ristrutturata e trasformata in una struttura didattica polifunzionale.
Il progetto artistico nasce da un’idea di Maurizio Boco, Giampiero Ingrassia, Andrea Polinelli e Massimo Santorelli con la finalità di 'fondere' insieme arti come la musica, il teatro, la fotografia e la pittura.
Gli artisti interessati ad esporre possono inviare in posta elettronica c.v. e materiale
fotografico alla curatrice Antonietta Campilongo che si occuperà della selezione: 

anto.camp@fastwebnet.it
FONDERIA delle ARTI
Via Assisi, 31
www.fonderiadellearti.com 
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Nasce a Londra Sharpcut Visual Arts Project
Nuova Galleria Virtuale e Progetto Internazionale per L’Arte Emergente Italiana


SharpCut è un innovativo progetto di galleria virtuale e promozione artistica per la diffusione dell’arte emergente italiana negli UK. Seleziona giovani talenti che hanno già partecipato a mostre, premi e fiere per proporli ad un pubblico internazionale di nuovi collezionisti in cerca di arte accattivante, ironica e intelligente.

SharpCut è una Virtual Gallery, ma anche uno Studio nel cuore della City di Londra e un Collectors Club che organizza eventi speciali e mostre grazie al contributo di partners e sponsors.


http://www.sharpcut.eu/