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21/01/2012:

Comunicato stampa

Titolo
Genere: Arte contemporanea - Special guests nell’ambito della manifestazione openARtmarket
a cura di Antonietta Campilongo
Organizzazione – Ufficio Stampa: nwart
Periodo: dal 28 gennaio al 18 febbraio 2012
Sede: Mostrarti
Indirizzo: Via Santa Maria in Monticelli 66
Città: 00186 Roma
Vernissage: sabato 28 gennaio 212 ore 18.00 (Cocktail)
Orario di apertura – dal lunedì al sabato – 16.00 - 20.00
Ingresso: libero
Artisti:
Vincenzo Calì - Gesti Colorati
Lean (Andrea Leonardi) - Cercare

Info:
www.openartmarket.it
www.mostrarti.it
www.nwart.it
anto.camp@fastwebnet.it
Tel. 339 4394399 - 392 0861275


Vincenzo Calì - Gesti Colorati

Vincenzo Calì nasce ad Aosta nel 1960 e sin da bambino è affascinato dall'arte e dalla pittura, cui si dedica con personale stile di ricerca. Sono le scelte iconografiche e cromatiche a costituire lo spazio ideale della sua sperimentazione.
Per lunghi anni la materia preferita è il colore a olio, "ora distesa a grosse pennellate in cui è facilmente ripercorribile la forza del gesto per quei non finiti e le subitanee riprese, ora raddensata in grumi turgidi di sostanza quasi ad ottenere un effetto decorativo plastico.
Il lavoro è sul segno, proposto quale forza prorompente e già ritorta su se stessa, in un ritorno senza stacco sul segno appena tracciato, sulla linea che per prima ha generato e ora si raccoglie per una nuova fioritura.” (Manuela Cusino).
In realtà il colore per Calì è vera materia, manifestazione di vitalità fisica. “Il disegno è sacrificato in nome delle squillanti e accese modulazioni della materia cromatica - spremuta dal tubetto e disposta in un fitto arabesco di grosse virgole o spatolata, appiattita con le dita e il palmo della mano o, ancora, stesa a rapidi tratti di pennello -, ma egli lo ricupera e lo nobilità sino al rilievo scultoreo, nel ritmico contrapporsi dei toni, nella sutùra degli audaci accostamenti" (Dionisio Da Pra).

Negli ultimi anni riscopre i pastelli, ideali per integrare il colore nel gesto. L'entropia dello scarabocchio fa nascere le forme, e una serie di tratti scomposti afferma il colore.
Calì ama partire dalla noiosa perfezione del disegno realizzato a regola d'arte per poi sporcarlo fino a renderlo vivo. Vira verso soggetti familiari, celebri ritratti di personaggi del passato accostati a icone del nostro tempo come gli eroi dei fumetti o gli oggetti tecnologici del nuovo millennio, per riportarli nell'olografica rappresentazione del mondo, in cui tutto è uno.
Calì ha esposto in Piemonte e Valle d'Aosta, regioni nelle quali si trovano le sue opere presso collezioni private.
Vive e lavora ad Aosta in Regione Borgnalle

Lean (Andrea Leonardi) – Cercare

L’approdo al mondo delle arti figurative di Lean (Andrea Leonardi) non è stato casuale.
Egli, di origini siciliane, nasce casualmente a Catania, avendo la madre voluto farlo venire al mondo in casa del nonno Andrea, incisore. Immediatamente dopo, la famiglia rientrando a Roma, inizia a vivere nella capitale. Il padre, Arcangelo Leonardi (1916 – 1990), pittore, ha esercitato con successo e concreti riconoscimenti la professione artistica.
La Roma del giovane Lean è quella della zona di Caracalla, cui si aggiunge la frequentazione di Via Margutta e degli atelier della scuola romana. Dunque, una fanciullezza ed una adolescenza dove l’amore per il bello e la passione per l’arte sono il pane quotidiano
Nel 1968 ha fondato ed edito a Roma, con il padre, la rivista
AL2 – mensile di arte, cultura e attualità, validata da importanti firme critiche e diffusa presso gli Istituti Italiani di cultura all’estero. Con la famiglia ha gestito una galleria d’arte, dedicata alle tendenze di artisti d’avanguardia ed all’arte contemporanea. Ha scritto recensioni ed articoli, pubblicati su riviste e periodici locali.
Lean ha nel cuore l’amore per i colori del meridione, sebbene rivisitati con toni più vivaci, il senso grafico e la capacità di sezionare l’ambito pittorico.
L’attuale poetica dell’artista si fonda sulla costante ricerca di legami. Il modulo, che si ripete nelle opere, è la mano, vero perfetto meccanismo naturale, con i suoi movimenti, le sue pieghe, le sue manifestazioni espressive.
Per l’artista le mani rappresentano l’umanità. Nello spazio pittorico compaiono anche i fili, che rappresentano proprio quegli attesi legami, il trovare altri, i rapporti consolidati o che si interrompono, le speranze, che percorrono lo spazio pittorico, e lì non si fermano, cercando equilibri e dividendo campi cromatici. I fili sono anche il passato che torna, ma che non deve condizionarci; il presente, che non conta, poiché possiamo mutarlo; il futuro, che è ciò che ci attendiamo ed è l’importante. 



Comunicato stampa

Titolo della manifestazione: openARTmarket – L’arte contemporanea tra promozione culturale e mercato – Opere da 49 a 999 €uro - Seconda edizione

Genere: Arte contemporanea
Concept a cura di Antonietta Campilongo
Organizzazione – Ufficio Stampa: nwart
Periodo: dal 28 gennaio 2012 al 28 febbraio 2012
Sede: Mostrarti
Indirizzo: Via Santa Maria in Monticelli 66
Città: 00186 Roma
Vernissage: sabato 28 gennaio 212 ore 18.00 (Cocktail)
Orario di apertura – dal lunedì al sabato – 16.00 - 20.00
Ingresso: libero
Artisti:
Sarah Arensi, Ugo Astone, Elio Atte, Rosella Barretta, Elena Candoli, Adriana Cappelli,
Cristina Castellani, Antonella Catini, Gemma del Vecchio, Patrizia Di Poce, Ecocentriche (Annarita Mameli e Violetta Canitano), Daniela Foschi, Paolo Gramigni, Mastrullo Davide d1, Sante Muro, Loredana Raciti, SALVIA, Stefania Scala, Angela Scappaticci, Chiara Trentin, Giuseppe Viglione, Simone Vinciarelli

Special guests:
Vincenzo Calì - Gesti Colorati
Lean (Andrea Leonardi) - Cercare

Info:
www.openartmarket.it
www.mostrarti.it
www.nwart.it
anto.camp@fastwebnet.it
Tel. 339 4394399 - 392 0861275



openArtmarket – L’arte contemporanea tra promozione culturale e mercato

in seguito al grande successo della prima edizione di openARTmarket del 19 novembre a Roma in pieno centro, rione Regola, si inaugura sabato 28 gennaio il secondo appuntamento presso spazio MostrArti.
openARTmarket, un’esposizione - mercato permanente per l’incontro di estimatori ed artisti emergenti.

Dare all’arte contemporanea la capacità di aprirsi a nuovi spazi di dialogo e d’incontro con un pubblico sensibile di estimatori, anche se di limitate possibilità economiche, è la finalità con cui si presenta openARTmarket, un progetto innovativo nel quale ‘opera e artista’ escano dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite per diventare mezzo di comunicazione sociale, oltreché estetico.
L’idea del progetto è quella di realizzare nel centro di Roma un’esposizione-mercato permanente, dove il pubblico possa iniziare a scegliere opere per la propria collezione, e sia aiutato a prendere l’arte con un po’ più di leggerezza, avvicinandosi alle tematiche ed agli stili espressivi seguendo anche il proprio istinto.

Nell’intento della sua ideatrice, Antonietta Campilongo – architetto e curatrice di eventi, da anni attiva nel settore organizzativo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero – c’è infatti l’esigenza di creare un luogo, dove stabilire un contatto diretto tra l’artista emergente ed il pubblico che si affaccia all’arte contemporanea; un vero e proprio ‘market’ dove guardare, discutere, scegliere e, soprattutto, comperare opere d’arte contemporanee a costi decisamente contenuti (tra i 49 e i 999 euro); un punto d’incontro dove poter dare visibilità e riconoscere all’artista la sua dignità e qualità di creatore d’arte, retribuito per il suo lavoro e per la sua funzione sociale, e dove consentire ad un pubblico di utenti, interessati all’arte contemporanea, la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.

Un concetto dell’arte moderna alternativo a quello degli ‘arti-star’ arrivati alla notorietà, supervalutati nei circuiti internazionali del grande collezionismo, difficilmente raggiungibili dal grande pubblico, e alternativo soprattutto a quello di “arte di riproduzione e replica” che, insieme ad una produzione diffusa di minore qualità, è una delle realtà surrogato cui attinge una considerevole fetta di pubblico. Un potenziale mercato che se re-indirizzato potrebbe recepire e rivitalizzare il lavoro degli artisti emergenti riconoscendo loro un ruolo ed un valore di produzione creativo.

Lo spazio espositivo sarà realizzato presso MostrArti, in via Santa Maria in Monticelli 66 (largo Argentina), dove dal 19 novembre si potranno trovare i lavori di artisti emergenti a livello nazionale ed internazionale con cataloghi e materiali di presentazione, e dove inoltre saranno realizzate periodicamente rassegne, in cui saranno presentati al pubblico nuovi talenti.
Ad affiancare l’ideatrice del progetto vi saranno partner di consolidata competenza nell’area dell’art-marketing.

LA SEZIONE SPECIALE
Una particolare sezione sarà rivolta all’Arte del riciclo per promuovere un nuovo modo di pensare i nostri stili di vita consumistici. Attraverso la valorizzazione degli “scarti” come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che rispetta l’ambiente, si conferirà nuova vita a materiali che altrimenti verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore.
Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità dell'espressione artistica, l’esposizione risponde con il preciso intento di sensibilizzare artisti e pubblico alle criticità ecologiche, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo degli oggetti e dei materiali dismessi.
Partner per l’Arte del riciclo sarà NWart, sezione dell’Associazione NEWORLD da sempre presente nel panorama artistico, con la finalità di seguire le problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo.







Comunicato stampa

Titolo della manifestazione: openArtmarket – L’arte contemporanea tra promozione culturale e mercato – Opere da 49 a 999 €uro

Genere: Arte contemporanea
Concept a cura di Antonietta Campilongo
Organizzazione – Ufficio Stampa: nwart
Periodo: dal 19 novembre 2011 al 10 gennaio 2012
Sede: Mostrarti
Indirizzo: Via Santa Maria in Monticelli 66
Città: Roma
Vernissage: sabato 19 novmbre 2011 ore 18.00 (Cocktail)
Orario di apertura – dal lunedì al sabato – 16.00 - 20.00
Ingresso: libero
Artisti:
Rosella Barretta, Rosanna Bartolozzi, Paolo Camiz, Antonietta Campilongo, Stefano Cannone, Elena Candoli, Adriana Cappelli, Cristina Castellani, Antonella Catini, Giovanna Crudele, Daniel De Rossi, Paola de Santis, Gemma del Vecchio, Patrizia Di Poce, Lucia Ferrara, Annalisa Fieni, Daniela Foschi, Catia Ghinelli, Michele Leognani, Massimo Manfredino, Rosanna Masala, Valentina Nicotra, Giorgio Pierotti, Sonia Orlandi, Gisella Pasquali, Pino Pontoriero, Loredana Raciti, Eugenio Rattà, Elisa Roggio, SALVIA, Stefania Scala, Angela Scappaticci, Stereomapo, Chiara Trentin, Giuseppe Viglione, Simone Vinciarelli

Performance:
Artisti Innocenti
vedi tu come scrivere:...nel corso dell’inaugurazione.

Info:
www.openartmarket.it
www.mostrarti.it
www.nwart.it
anto.camp@fastwebnet.it
Tel. 339 4394399 - 393 3298266



openArtmarket – L’arte contemporanea tra promozione culturale e mercato

Prende il via dal 19 novembre a Roma in pieno centro, rione Regola, presso MostrArti, openARTmarket, un’esposizione - mercato permanente per l’incontro di estimatori ed artisti emergenti.

Dare all’arte contemporanea la capacità di aprirsi a nuovi spazi di dialogo e d’incontro con un pubblico sensibile di estimatori, anche se di limitate possibilità economiche, è la finalità con cui si presenta openARTmarket, un progetto innovativo nel quale ‘opera e artista’ escano dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite per diventare mezzo di comunicazione sociale, oltreché estetico.
L’idea del progetto è quella di realizzare nel centro di Roma un’esposizione-mercato permanente, dove il pubblico possa iniziare a scegliere opere per la propria collezione, e sia aiutato a prendere l’arte con un po’ più di leggerezza, avvicinandosi alle tematiche ed agli stili espressivi seguendo anche il proprio istinto.

Nell’intento della sua ideatrice, Antonietta Campilongo – architetto e curatrice di eventi, da anni attiva nel settore organizzativo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero – c’è infatti l’esigenza di creare un luogo, dove stabilire un contatto diretto tra l’artista emergente ed il pubblico che si affaccia all’arte contemporanea; un vero e proprio ‘market’ dove guardare, discutere, scegliere e, soprattutto, comperare opere d’arte contemporanee a costi decisamente contenuti (tra i 49 e i 999 euro); un punto d’incontro dove poter dare visibilità e riconoscere all’artista la sua dignità e qualità di creatore d’arte, retribuito per il suo lavoro e per la sua funzione sociale, e dove consentire ad un pubblico di utenti, interessati all’arte contemporanea, la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.

Un concetto dell’arte moderna alternativo a quello degli ‘arti-star’ arrivati alla notorietà, supervalutati nei circuiti internazionali del grande collezionismo, difficilmente raggiungibili dal grande pubblico, e alternativo soprattutto a quello di “arte di riproduzione e replica” che, insieme ad una produzione diffusa di minore qualità, è una delle realtà surrogato cui attinge una considerevole fetta di pubblico. Un potenziale mercato che se re-indirizzato potrebbe recepire e rivitalizzare il lavoro degli artisti emergenti riconoscendo loro un ruolo ed un valore di produzione creativo.

Lo spazio espositivo sarà realizzato presso MostrArti, in via Santa Maria in Monticelli 66 (largo Argentina), dove dal 19 novembre si potranno trovare i lavori di artisti emergenti a livello nazionale ed internazionale con cataloghi e materiali di presentazione, e dove inoltre saranno realizzate periodicamente rassegne, in cui saranno presentati al pubblico nuovi talenti.
Ad affiancare l’ideatrice del progetto vi saranno partner di consolidata competenza nell’area dell’art-marketing.

LA SEZIONE SPECIALE
Una particolare sezione sarà rivolta all’Arte del riciclo per promuovere un nuovo modo di pensare i nostri stili di vita consumistici. Attraverso la valorizzazione degli “scarti” come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che rispetta l’ambiente, si conferirà nuova vita a materiali che altrimenti verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore.
Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità dell'espressione artistica, l’esposizione risponde con il preciso intento di sensibilizzare artisti e pubblico alle criticità ecologiche, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo degli oggetti e dei materiali dismessi.
Partner per l’Arte del riciclo sarà NWart, sezione dell’Associazione NEWORLD da sempre presente nel panorama artistico, con la finalità di seguire le problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo.



Comunicato Stampa


Genere: Collettiva
Titolo: Fuori dal guscio/ Sorprese d’artista nell’Italia dei pulcini e Pulcinella A cura: Antonietta Campilongo
Presentazione: Sara Bonetti - Carla Graziano
Periodo: dal 16 al 30 aprile 2011
Sede: Fonderia delle Arti
Indirizzo: Via Assisi, 31
Città: 00181 Roma
Vernissage: sabato 16 aprile ore 18.00
Orario di apertura: lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 -13.00
Ingresso: tessera 2 euro
Organizzazione e ufficio stampa: N E W O R L D ART Idee e progetti per un mondo sostenibile
Artisti: Alfredo Avagliano, Rosella Barretta, Rossana Bartolozzi, Elena Candoli, Stefania Cappelletti, Cristina Castellani, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Marcello Corigliano, Domenico D'agostino, Paola de Santis, Daniela Foschi, Catia Ghinelli, Edoardo Iosimi, Luciano Lombardi, Cinzia Mastropaolo, Juan Josè Molina Gallardo, Gianfranco Montini (JFKMG), Barbara Morini, Massimiano Mutarelli, Giovanni Novi, Francesca Pompei, Pino Pontoriero, Eugenio Rattà, Patrizia Ricchiuti, Stefania Scala, Togaci
Performance:
lo stesso trio con batteria diventa quartetto -
presepe conciato per le feste pasquali
azioneperformare degli artisti§innocenti
(Vincenzo De Luca, Daniela De Paulis, Rita Mandolini, Carlo Massaccesi,
Franco Ottavianelli, Cani Piacentini, Francesca Saracino)
con l’ininterrotta partecipazione del batterista Damiano Viotti e del pubblico
info:
http://www.nwart.it
http://www.fonderiadellearti.com
anto.camp@fastwebnet.it
Tel. 339 4394399 - 06 7842112 

Fuori dal guscio |Sorprese d’artista nell’Italia dei pulcini e Pulcinella
Spingersi Oltre Rinnovare Prospettive Riti Energie Sfidare Attese

L’uovo è origine, metamorfosi, rigenerazione. L’uovo nasconde e svela, custodisce una vita che per manifestarsi deve infrangere barriere, uscire fuori dal guscio. La potenza del suo simbolo attraversa epoche e continenti, in un continuo dialogo tra dimensione sacra e profana. La sua forma archetipica domina miti, riti, leggende, ispira sogni gravidi di misteri, genera visioni di mondi possibili.
Mondi che si schiudono, crescono, esplodono, si moltiplicano attraverso le opere di un gruppo di artisti impegnati a interpretare le contraddizioni di un paese dall’identità vacillante, dove presente e passato faticano a generare futuro, dove giovani pulcini e ambigui Pulcinella recitano copioni sbiaditi sotto riflettori che, invece di rivelare, nascondono.
Eppure visioni inaspettate sorprendono lo sguardo. Rompono il guscio dell’immobilismo e nutrono nuove possibilità, spogliano delle loro contraddizioni simboli e maschere secolari, per andare oltre.
Sono forme di rinascita, interpretate da più sensibilità, moltiplicate in gesti, segni, colori che disegnano il paese reale e progettano quello futuro, racchiuso metaforicamente in un uovo come una sorpresa temibile e desiderata.
Alfredo Avagliano sprigiona il “fumo” dell’esistenza in dense colate di colore; Rosella Barretta dipinge e scolpisce i vortici dell’anima; Rossana Bartolozzi gioca con simboli di metamorfosi e finzioni; Elena Candoli celebra la poesia della natura; Stefania Cappelletti si immerge in paesaggi letterari; Cristina Castellani grida ironica il suo “no” alla violenza sugli animali; Antonella Catini lascia impronte decise sulle possibilità della creazione; Antonio Ceccarelli attraversa l’azzurro dell’universo; Marcello Corigliano esorta a non occupare posizioni apparentemente comode; Domenico D'agostino formula una domanda che non attende (oppure sì?) risposte; Paola de Santis si libra in un volo mistico tra cielo e terra; Daniela Foschi “appende” a un filo le sorti dell’Italia; Catia Ghinelli schiude destini collettivi in una prospettiva incerta ma non priva di speranza; Edoardo Iosimi si confronta con l’eternità attraverso spire sinuose e colori palpitanti; Luciano Lombardi interpreta un gustoso risorgimento senza resurrezione; Cinzia Mastropaolo proietta il nucleo caldo della storia e della vita in un cielo senza tempo; Juan Josè Molina Gallardo sceglie la natura morta sospendendo ogni giudizio; Gianfranco Montini vede la modernità attraverso lenti deformanti; Barbara Morini ritrae l’ambiguità dell’essere umano; Massimiliano Mutarelli dissemina segni e simboli, significanti sempre più privi di significato; Giovanni Novi fissa in tratti essenziali il carattere di una città; Francesca Pompei racconta metamorfosi in spazi geometrici; Pino Pontoriero realizza un saluto meditabondo a un sole apocalittico; Eugenio Rattà invia un messaggio d’amore con la leggerezza di un battito d’ali; Patrizia Ricchiuti oscura il segnale “interrompendo volontariamente il circuito della trasmissione”; Stefania Scala imprime nitide dissolvenze; Togaci si concentra sull’attualità incontrando lo sguardo vuoto di un potente.
Tanti i modelli culturali proposti, rielaborati, scardinati. Tanti i bersagli individuati e colpiti ora con delicatezza ora con violenza. Una sorpresa caleidoscopica, gioco di luci e rifrazioni che i ventisette artisti affrontano con varietà di tecniche, linguaggi e di toni: sussurrano, suggeriscono, urlano, ridono feroci, cantano ironici, cupi o solari, in una dimensione di isolamento, quasi mai corale ma paradossalmente aperta allo scambio e alla condivisione.

Sara Bonetti e Carla Graziano




Comunicato stampa

 

Titolo della mostra:  Alterocrazia | Mutazioni per sequenze (non) ripetute

Genere: Personale

Periodo: dal 9 al 18 aprile 2011

Sede: Mostrarti

Indirizzo: Via Santa Maria in Monticelli 66

Città: Roma

Artista: Antonietta Campilongo

Presentazione -  Francesco Giulio Farachi

Testi in catalogo: Francesco Giulio Farachi – Pier Maurizio Greco

Catalogo in sede

Vernissage: sabato 9 aprile ore 18.00

Rinfresco:  Servizio Catering - Il Sogno Srl

Orario di apertura – dal lunedì al sabato – 16.00 - 20.00

Ingresso: libero

Organizzazione – Ufficio Stampa: www.nwart .it

Performance:

Nel corso dell’inaugurazione

:  “DIMMI COSA VEDI”

Gianno Piacentini bendato e privo di riferimenti, chiede ai presenti di raccontargli le opere esposte.

 

La performance fa scoprire ad entrambe le parti l’acume visivo confluito nell’arte, il racconto e le questioni che sempre la animano.

 

L’irradiazione colpisce gli occhi e le parole la vorrebbero trasmettere, ma

l’irradiazione non esaurisce le immagini. 

 

Info:

www.campilongo.it

www.mostrarti.it

www.nwart.it

anto.camp@fastwebnet.it

Tel.  339 4394399  - 393 3298266

 

 

Lavoro di grazia e tormento

 

 

La personale di ogni artista è tutte le volte un punto che viene fermato lungo un percorso illusoriamente lineare e progressivo. Il punto fermo è in effetti tale, perché le opere in mostra non solo vengono fissate in uno spazio e contesto espositivo, ma anche riproducono un congelamento, cioè un’idea, una selezione, una successione – per tanti versi arbitrarie – del momento o dei momenti creativi che le hanno originate. I quali momenti invece di per sé sono ondivaghi e spesso provvisori, fatti di slanci in avanti, deviazioni, ritorni, riprese e rielaborazioni, tentativi e nuove ispirazioni. L’Arte non è qualcosa che si muove da qui a lì in modo deterministico, non ha direzioni corrette o sviluppi programmabili, ma, lo s’intuisce bene, rappresenta un’evoluzione dell’animo umano che possiede una propria imprevedibile intrinseca coerenza dove passato presente e futuro si combinano di sovrapposizioni e richiami reciproci, di intersezioni e derivazioni e estensioni.

L’esperienza artistica di Antonietta Campilongo incarna bene questi aspetti, perché la pittrice fa procedere le sue esposizioni  per tappe che in qualche maniera racconteranno anche il completamento di un ciclo di ideazione e di produzione, ma che invece poi danno soprattutto conto di come le dinamiche della sua arte abbiano moti di direzione simultanei e di come tale movimento riesca a fondere e confondere gli itinerari già scorsi con le prospettive audaci che intravede. La maturazione, nel corso degli anni e delle personali sperimentazioni, di una propria cifra originale e peculiare di stile, padronanza ed interpretazione del mezzo pittorico non tenta la Campilongo verso un ordinamento, che sarebbe poi accantonamento, del passato, e di conseguenza a definire un assetto per il futuro; ma al contrario la costringe a “sparigliare costantemente le carte”, a tener piena la freschezza d’inventiva tanto quanto pieno è l’interesse ad indagare il mondo ed i fenomeni umani.

Nelle opere degli ultimi anni, si esprime in maniera compiuta proprio questa attenzione, questo sguardo acuto e curioso e partecipe rivolto alla contemporaneità ed alle mille contraddizioni da cui questo tempo in corso non riesce ad affrancarsi, di cui sembra non maturare consapevolezza, in cui inanemente si dibatte. Ma Campilongo è totalmente artista, e fortunatamente così la sua interpretazione del mondo non ha nulla degli intellettualismi in cui facilmente cade chiunque cerchi di estrarre, e di astrarre, verifiche dalla realtà. La sua è un’analisi di meditata immediatezza; un’immagine, una situazione, una luce che inzuppa la vita per un attimo di straordinaria quotidianità, ecco che l’occhio dell’artista vede e trasforma un dato di fatto in un paradigma del momento storico. Dell’attuale momento storico. Quindi, gli stili di vita, i condizionamenti che li determinano, le aberrazioni che li stravolgono, sono fatti oggetto di una rappresentazione lucida ed al tempo stesso poetica, impietosa e nel contempo sospesa e distante. Ogni soggetto, spesso esaltato da un realismo minuzioso, viene poi calato in un’atmosfera dalla nettezza metafisica, nella immobilizzazione del momento e delle emozioni. Il contrasto che viene così a prodursi è come una sorta di terreno su cui l’artista coltiva tutta l’intensità emotiva e l’energia creativa che da sempre sono alla base del suo lavoro.

Antonietta Campilongo, proprio in questo più recente insieme di opere, si sofferma a riflettere sull’equilibrio ormai precario con cui l’uomo moderno e metropolitano sviluppa il rapporto con aspetti basilari della sua stessa esistenza. Il tema della relazione con l’ambiente, dei processi produttivi e delle scelte alimentari, quello dei comportamenti soggettivi e delle consuetudini collettive e sociali, il confronto complesso e spesso critico che gli individui hanno con il presente, sono posti sotto la lente d’osservazione di questa pittura dai colori puri e dalle luci intense, vengono ridotti ad una salutare limpidezza con un misto di ironia, eleganza e visionarietà.

Il risultato è una mancanza di prevalenza: né i temi trattati sono semplici pretesti per fare pittura, né la pittura rimane schiacciata dall’emergenza dei soggetti. L’equilibrio tra la forza speculativa dei contenuti e quella percettiva e tecnica su cui deflagra l’ispirazione artistica  è esso stesso una tensione, un sottile filo d’intreccio fra messaggio etico e messaggio estetico che tempra e definisce l’universo espressivo, il modo con cui Antonietta Campilongo restituisce alla realtà la sua grazia ed il suo tormento.

 

(francesco giulio farachi)












Comunicato Stampa

 

 

In allegato la locandina della mostra

 

Genere: Personale

Titolo: Spazio al colore!

A cura: Antonietta Campilongo

Artista: Daniela Foschi

Presentazione: Francesco Giulio Farachi

Periodo: dal 19 marzo al 7 aprile 2011

Sede: Fonderia delle Arti

Indirizzo: Via Assisi, 31

Città: 00181 Roma

Vernissage: sabato 19 marzo ore 18.00

Orario di apertura - lunedì - venerdì - 10.00 - 20.00 - Sabato 10.00 -15.00

Ingresso: tessera 2 euro

A cura: Antonietta Campilongo

Organizzazione e ufficio stampa: N E W O R L D ART Idee e progetti per un mondo sostenibile

 

info:

http://www.nwart.it

http://www.fonderiadellearti.com

http://danielafoschi.com/

anto.camp@fastwebnet.it

Tel. 339 4394399 - 06 7842112

 

 

Spazio al colore!

 

Guardare i quadri di Daniela Foschi necessariamente porta ad accorgersi che lo spazio è cosa diversa da quella assimilazione soggettiva attraverso cui i nostri sensi sono abituati a percepire l’esistente. Si sperimenta una dimensione altra. Che è pure una dimensione riconoscibile e nota, in qualche modo congeniale all’idea che dobbiamo avere del mondo. Forse bisogna proprio dare ragione ad un artista come Achille Perilli, quando sostiene che “esistono due spazi. Il mio, vostro, nostro, di tutti, e un altro spazio: quello dell’arte; in quest’ultimo vivono forme e colori che noi dipingendo rendiamo solo in parte, per quel tanto che è nelle nostra capacità di rendere”. La pittura cioè non si esercita per niente a riprodurre in modo più o meno fedele il mondo che noi tutti, come esseri fisici, abitiamo; in realtà essa è il riflesso di un intero e distinto universo, di cui fornisce le molteplici esperienze. Tutto ciò che esiste in tale universo è effettivo, constatabile solo nei termini di un’evocazione passionale, di un’emozione suscitata che potente e compatta assorbe il calore, la pulsazione, il respiro, l’essenza stessa della vita. Daniela Foschi mette in moto un meccanismo di luce e colore che fraziona e distribuisce la superficie pittorica entro il tracciato di linee di movimento, in un addensarsi di geometrie e direzioni, fino in una tessitura cromatica, fitta di segni e di settrici, che diventa vera e propria atmosfera, invasione totalizzante del sensibile. La realtà è allora questa verberante suggestione luminosa, ai cui ritmi si muovono anche le storie, gli incontri, i momenti esigui e le situazioni concrete, ma soprattutto fluiscono le sensazioni e la percezione stessa della vita.

Prendiamo ad esempio questi paesaggi urbani. L’artista sbalza la visuale oggettiva dalle angolature di una impressione veloce di linee cromatiche e forme e tracciati. Impressione, che però è la vera protagonista dello spazio, il vero fulcro di interesse per la ricerca e la sperimentazione creativa. Anzi, proprio da tale impressione si genera poi la visione, come dimostrano i quadri il cui soggetto è pura ed incondizionata elaborazione dei motivi di colore. Gli stessi motivi, con le loro geometrie o andamenti, poi entrano come fondali e quinte scenografiche nelle rappresentazioni figurative, corrono come tratti che in cadenza parossistica segmentano la struttura dell’immagine, dilagano come diffusioni vorticose che segnano le energie ed il movimento all’interno dei contesti. La relazione fra intuizione e raffigurazione viene avvalorata dall’intreccio di queste linee di forza, futuristicamente inserendo nella composizione, anzi addirittura facendo prevalere, le direttrici dinamiche. Cosicché si sviluppa il linguaggio personale dell’artista, equidistante sia dal rigore razionalista di un astrattismo geometrico come dalla passività descrittiva di un puro e semplice naturalismo. Alla fine in queste città, in queste situazioni di effimera quotidianità, si annullano i caratteri di individuazione inerte di un dato momento in un dato luogo, ed invece si pone definitiva ed in assoluta nettezza l’interiorizzazione di un fascino emotivo, e vitale, ognora palpitante.

Più che ad una scansione visiva della realtà dunque, tale regolarizzazione delle tensioni si conforma come per naturale affinità allo scandirsi di questi ritmi urbani, serrati quali li registra l’occhio dell’artista e che ci appaiono, come nella nostra comune esperienza e sentire, frammentati, adiacenti, compresenti, indipendenti; e che pure, nello stesso tempo, costruiscono un agglomerato inestricabile e compatto di tempi e circostanze, di percezioni sovrapposte e fuse insieme, anche di equilibri disarmonici, ma ormai abituali e distintivi dei nostri giorni metropolitani.

In tutto questo non bisogna mai dimenticare la luce. Quasi si trattasse di registrarne le singole incidenze e, per così dire, i singoli umori (il loro assieparsi contiguo e compositivo), la pittura incalza ed amplifica l’impressione visiva. La stesura dei colori, la sua consistenza, è appena corposa e ruvida, come fatta di filature screziate, graffi di spatola; eppure la sua resa è di atmosfera limpida e tersa, luce che annulla i volumi e le penombre, precisa i contorni in una bidimensionalità a “taglio di vetro”. L’espressività si fa così intensa da riuscire a condurre le prospettive inattese e gli strisci rapidi dei movimenti fino alla “trasparenza” del soggetto: ciò che viene raffigurato si rivela occasione per fare pittura, per dare alla pittura l’ordine su cui stendere le sue trame fisicamente rilevanti e rilevate. Al punto che in alcuni esperimenti Daniela Foschi rafforza l’impianto pittorico con l’inserimento di materiali e, quindi anche qui, di fili e partizioni, aprendo alla sostanzialità degli elementi e degli spessori le successioni di piani, e di rifrazioni, sulle tele. Ed è interessante questo gioco con la materia, con le “cose” (ecco le sedie di Daniela Foschi, il loro “stare” inopinato in pittura) che diventano soggetti d’arte tramite gli arricchimenti di accostamento e colore, in questa sublime dialettica fra le dimensioni. Come si vede, allo spazio si ritorna. A questo spazio di riflessi e timbri cromatici, la cui forma concreta aderisce come un tessuto alle immagini, impalpabile e tuttavia ad esse intimamente attinente. Uno spazio che si modella liberamente, come emozione e misura dell’azione penetrante della luce.

 

(francesco giulio farachi)